Aristotele:"Solo una mente educata può capire un pensiero diverso dal suo senza la necessità di accettarlo".

Aristotele:”Solo una mente educata può capire un pensiero diverso dal suo senza la necessità di accettarlo”.

“Solo una mente educata può capire un pensiero diverso dal suo senza la necessità di accettarlo”.
(Aristotele)

Aristotele è stato un filosofo, scienziato e logico greco, nato a Stagira nel 384 a.C.  e morto a Calcide nel 322 a.C.

Il padre di Aristotele era medico ed amico di Aminta III, re dei Macedoni, per questo Aristotele come figlio del medico reale doveva abitare a Pella, capitale del Regno di Macedonia. Probabilmente proprio a fianco al padre nel lavoro di medico, Aristotele approcciò alla conoscenza della fisica e della biologia con l’ausilio delle esperienze anatomiche.

Questa frase è un molto moderna, perché riconosce l’importanza del dialogo, del rispetto dei punti di vista altrui contro ogni assolutismo e totalitarismo.

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Ama il tuo sogno seppur ti tormenta. (Gabriele d'Annunzio)

Ama il tuo sogno seppur ti tormenta. (Gabriele d’Annunzio)

Ama il tuo sogno se pur ti tormenta.
( Gabriele d’Annunzio )

Gabriele d’Annunzio nasce il 12 marzo  del 1863 a Pescara e muore il 1 marzo del 1938 a Gordone Riviera in provincia di Brescia. E’ stato un poeta, scrittore, drammaturgo, politico, militare e patriota italiano. E’ uno dei simboli del Decadentismo, soprannominato “il Vate”, cioè poeta sacro, profeta è una figura preminente nella letteratura dell’inizio del novecento.

Il giovane D’Annunzio manifestò presto un carattere ambizioso e privo di inibizioni. Basti pensare come diede risalto nel 1879 alla sua prima opera, “Primo vere” , pubblicata dal padre. Il libro venne pubblicizzato dallo stesso D’Annunzio con uno geniale stratagemma: diffuse la notizia della sua morte per una caduta da cavallo, la notizia ebbe il suo risultato richiamò l’attenzione del pubblico per il giovane  studente romantico. Successivamente fu lo stesso D’Annunzio a smentire la notizia.

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Aristotele: "Se sulla terra prevalesse l'amore, tutte le leggi sarebbero superflue".

Aristotele: “Se sulla terra prevalesse l’amore, tutte le leggi sarebbero superflue”.

“Se sulla terra prevalesse l’amore, tutte le leggi sarebbero superflue”
(Aristotele)

Questa frase è del filosofo greco Aristotele, vissuto nel IV secolo A.C.

Aristotele nasce a Stagira nel 384 A.C. e  muore a a Calcide nel 322 A.C. A diciassette anni entra nell’Accademia di Platone, in questi anni come prevede l’Accademia inizia con lo studio della matematica per poi passare tre anni dopo alla dialettica. Quando muore Platone  alla direzione dell’Accademia viene chiamato Speusippo, più per parentele che per merito ( Platone era infatti il nipote di Platone ). Aristotele, che si riteneva più degno di succedergli, così decide di andarsene. Quindi  viene accolto  alla sua corte dal tiranno Ermia, poco dopo insieme ad altri filosofi fonda una scuola che Aristotele battezza come l’unica che segue i veri principi platonici.

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Aristotele:"Le persone perfette non combattono, non mentono, non comettono errori e non esistono".

Aristotele: “Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono”.

“Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono”
(Aristotele)

Aristotele nasce a Stagira nel 384 A.C. e muore a Calcide nel 322 A.C. E’ stato un grande filosofo, scienziato e logico greco. Assieme al suo maestro Platone e a Socrate è considerato uno dei padri del pensiero occidentale.

Aristotele dopo aver frequentato la scuola di Platone, e dopo aver fatto il precettore di Alessandro Magno per tre anni nel 335 a. C. , fonda una propria scuola chiamata “Peripatio”, nome che indica il giardino dove il maestro e i discepoli  camminavano discutendo. La scuola viene finanziata da Alessandro  e vengono promosse  materie scientifiche quali la zoologia, botanica e l’astronomia.

Nel 323 muore Alessandro Magno e ad Atene si manifestano i mai sopiti odi contro i Macedoni, pertanto Aristotele viene guardato con ostilità per il suo legame con i macedoni e viene così accusato di empietà. Allora lascia Atene con la sua famiglia e si rifugia a Calcide, dove morirà l’anno dopo probabilmente per una malattia allo stomaco.

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Aristotele:"Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo".

Aristotele: “Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo”.

“Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo”
(Aristotele)

Questa citazione è di Aristotele, un noto filosofo, scienziato e logico greco, nato a Stagira nel 384 a. C. e morto a Calcide nel 322 d. C.

A a diciassette anni entra a far parte dell’Accademia di Platone dove studia per tre anni la matematica, per poi passare secondo le regole allo studio della logica. Alla morte di Platone, la direzione dell’Accademia viene affidata a Speusippo, più per motivazioni economiche che filosofiche. Aristotele si allonta allora dall’accademia e successivamente il re macedone Filippo II lo chiama per fare da precettore a suo figlio Alessandro ( colui che poi sarà chiamato Magno ).

Intorno al 335 a.C. si trasferisce ad Atene dove fonda la sua scuola, chiamata “Peripato” . Il nome si riferisce al giardino con colonnato coperto dove Aristotele e i sui discepoli erano soliti passeggiare discutendo di filosofia, politica, logica.

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Aristotele:"Si ama quel che colpisce e ci colpisce ciò che non è ordinario".

Aristotele: “Si ama quel che colpisce e ci colpisce ciò che non è ordinario”.

“Si ama ciò che colpisce e si è colpiti da ciò che non è ordinario”
(Aristotele)

Aristotele nasce a Stagira ( l’odierna Olympiada ) nel 384 a.C. e muore a Calcide ( nell’Eubea ) nel 322 d. C. E’ stato un noto filosofo, scienziato e logico greco e fece parte dell’Accademia di Platone a Siracusa, dove insegnò per 20 anni fino alla morte del maestro, rispetto al quale però ebbe idee divergenti e prese quindi una via filosofica propria.

Aristotele nel 342 a C. è chiamato dal re Filippo II di Macedonia a fare da precettore a suo figlio Alessandro Magno. Svolgerà questo incarico per tre anni fino a che Alessandro non inizierà a partecipare alle spedizioni militari del padre. Non si sa molto sul tipo di educazione che Aristotele impartì ad Alessandro ma si suppone che le lezioni si basassero sui fondamenti della cultura greca a partire dal grande Omero.

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Steve Jobs"Fà finta di avere il controllo assoluto della situazione e la gente penserà che tu ce l'abbia davvero".

Steve Jobs: “Fa’ finta di avere il controllo assoluto della situazione e la gente penserà che tu ce l’abbia davvero”.

“Fa’ finta di avere il controllo assoluto della situazione
e la gente penserà che tu ce l’abbia davvero”
(Steve Jobs)

Questa frase è di Steve Jobs, noto imprenditore informatico americano e fondatore della Apple. Nasce a San Francisco nel 1955 e muore a Palo Alto nel 2011 per un cancro.

La madre di Steve Jobs, giovanissima, alla nascita decide di darlo in adozione ad una famiglia che si impegni a educarlo e farlo studiare , come racconterà ai neoulareati dell’Università di Stanford nel suo celeberrimo discorso. Terminato il liceo si iscrive all’università, ma dopo un semestre abbandona i corsi , svolgendo un po’ di lavoretti saltuari.

Abbandonati definitivamente gli studi, nel 1976 con l’amico del liceo Steve Wozniak decide di mettersi in proprio e fondare la Apple computer. Nel 1983 Wozniak ha un incidente aereo e decide di lasciare l’impresa. Jobs convince allora John Sculley, allora presidente della Pepsi, ad entrare in Apple ( celebre la frase “Vuoi vendere per il resto della tua vita acqua zuccherata o vuoi cambiare il mondo?”. Presto però i rapporti s’incrinano e Jobs viene addirittura licenziato da Apple. Fonda così la NeXT , che ha un buon successo. Quando la Apple si trova in crisi, Jobs riesce a far assorbire la NeXt dalla Apple e grazie a questa mossa rientra nell’azienda come amministratore.

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Steve jobs:" Non lasciare che il rumore delle opinioni altrui offuschi la tua voce interiore".

Steve jobs:” Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore”.

“Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore”.
(Steve Jobs)

Steve jobs è stato un imprenditore, informatico e inventore statunitense nato a San Francisco nel 1955 e morto a Palo Alto nel 2011. Questa frase è estratta dal suo discorso ai neolaureati dell’università di Stanford, noto anche per lo sloga finale “Stay Hungry, Stay Foolish” ( Siate affamati, siate folli ) che costituisce una sorta di testamento spirituale di Steve Jobs.

Dopo aver frequentato il liceo s’iscrisse all’università ma ben presto capì che i corsi per lui non erano sufficientemente interessanti. Iniziò così a lavorare per Atari, che produceva videogiochi, finchè nel 1967 decise con l’amico Steve Wozniak di fondare la Apple Computer

La tradizione vuole che la sede della società fu il garage di Steve Jobs e logo la mitica mela morsicata. In realtà Wozniak svelerà poi che il magazzino fungeva solo da magazzino. Vennero commercializzati i primi prodotti senza troppo successo, finché nel 1984 lanciarono Macintosh, il primo computer controllato da tastiera e mouse da cui partiranno tutti i successi futuri.

Col tempo però i rapporti con la Apple s’incrinarono e Jobs, che l’aveva creata, fu licenziato. Come racconterà nel discorso di Stanford, questo smacco si trasformò successivamente in uno stimolo creativo. Fondò infatti una nuova azienda, la Next, che poi venne comprata da Apple e così Steve Jobs tornò alla guida dell’azienda da lui fondata.

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Oscar Wilde:"Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle".

Oscar Wilde: “Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”.

“Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”
(Oscar Wilde)

Oscar Wilde è stato uno scrittore, poeta e saggista irlandese, esponente del decadentismo e dell’estetismo. Nacque a Dublino nel 1854 e morì a Parigi nel 1900, dove si trasferì dopo una condanna per due anni per omosessualità e si convertì in punto di morte al cattolicesimo.

Figlio di un medico, autore di diversi trattati medici e scrittore anche di archeologia di cui era appassionato, Oscar Wilde aveva poche caratteristiche in comune con il padre se non l’abilità oratoria. Era invece molto simile a sua madre, la poetessa Jane Francesca Elgee che si firmava con lo pseudonimo di “Speranza”. Le somigliava nell’aspetto fisico, nell’eccentricità del vestire, di porsi e sopratutto nell’amore per la letteratura. Dalla madre prese anche alcuni piccoli vezzi come l’abitudine a non dire la propria età. In occasione dei suoi compleanni si vestiva in lutto per la morte di un altro suo anno.

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Oscar Wilde:"Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto".

Oscar Wilde:”Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”.

“Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”.
(Oscar Wilde)

Oscar Wilde è stato uno scrittore e drammaturgo irlandese, nato a Dublino nel 1854 e morto a Parigi nel 1900. Fu un personaggio geniale e al tempo stesso sopra le righe ed eccentrico.

Si narra infatti che, nel periodo finale della propria vita in cui visse a Parigi, si sistemò grazie all’aiuto di Robert Harborough Sherard. Lui e Oscar si incontravano  quasi ogni giorno e si salutavano con un bacio sulle labbra, cosa che fece nascere molti pettegolezzi su i due, tanto che Wilde era stato già condannato al carcere per omosessualità.

Oscar Wilde a Parigi decise anche di cambiare il suo modo di presentarsi e scelse di fare una nuova acconciatura che imitava quella degli imperatori romani. Si dice che per il suo nuovo taglio di capelli portò come modello dal barbiere un busto di Nerone o Antinoo. Tornato a Londra, Wilde fu molto soddisfatto che molti non lo riconoscessero e che dimostrasse meno anni di quelli che aveva.

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Ligabue: "Ho visto la bellezza che ti spacca il cuore ed occhi come il mare nel momento del piacere"

Ligabue: “Ho visto la bellezza che ti spacca il cuore ed occhi come il mare nel momento del piacere”

Ho visto la bellezza
che ti spacca il cuore
ed occhi come il mare
nel momento del piacere.

( Luciano Ligabue , Atto di Fede )

Questa citazione è di Luciano Ligabue, una tra le personalità più di spicco sul panorama artistico musicale italiano e internazionale; grande cantautore e una tra le voci più particolari del rock nazionale. E’ estratta dalla canzone “Atto di fede”, uno dei brani dell’album Arrivederci, mostro!

Trattasi del 10° album del cantautore, pubblicato l’11 maggio del 2010. Talmente apprezzato dal pubblico che rimase al numero 1 della classifica album italiano per tutte le prime quattro settimane dopo la pubblicazione; per tornarci poi altre tre volte, per un totale di nove settimane non consecutive in cima alla classifica. Dichiarato anche album più venduto nel 2010 e certificato Diamante dalla Federazione dell’industria italiana.

Questa canzone è quella tra le più significative nell’album. Qui, la conclusione di Luciano sulla vita, dopo tante esperienze, è proprio il paragone con l’atto di fede:

“vivere è un atto di fede”

al di là di quello che può essere considerato il credo religioso, politico, filosofico, scientifico o spirituale che sia.

Di seguito il video del brano “Atto di Fede”, da cui è tratta questa citazione :

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Luciano Ligabue :”Non prendere mai questa vita nè poco nè troppo sul serio”.

Luciano Ligabue :”Non prendere mai questa vita nè poco nè troppo sul serio”.

“Non prendere mai questa vita nè poco nè troppo sul serio”.
( Luciano Ligabue , Giorno per Giorno )

Questa citazione è di Luciano Ligabue noto musicista, cantautore e rocker italiano nato a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, nel 1960. La frase è tratta dal brano “Giorno per Giorno”, contenuto nell’album “Nome e Cognome” .

L’album Nome e Cognome viene pubblicato nel 2005 e segue l’album “Giro d’Italia” del 2003 e “Primo tempo” del 2007. Contiene anche altre 6 canzoni che sono state pubblicate anche come singoli: Il giorno dei giorni, L’Amore conta, Le donne lo sanno, Happy Hour, Cosa vuoi che sia e Sono qui per l’amore.

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Oscar Wilde:"A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio".

Oscar Wilde: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”.

“A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”
(Oscar Wilde)

Questa frase è del poeta e scrittore irlandese Oscar Wilde,  nato a Dublino nel 1854 e morto a Parigi nel 1900.

Oscar Wilde fu un genio precoce della letteratura. Frequentò con passione l’università di Oxford , dove nel giugno del 1878 si presentò consegnando il compito dell’esame finale ( Final Schools ) mezz’ora prima e con ancora un esame da sostenere ( teologia, che avrebbe superato a Novembre ).

A Oxford , vinse per la poesia “Ravenna” anche l’Oxford Newdigate Prize , prestigioso premio letterario vinto in precedenza anche da Ruskin e Matthew Arnold. A seguito di tali successi, vennero scritte a caratteri d’oro le sue iniziali nell’albo della scuola, che furono cancellate dopo la condanna per omosessualità. Solo molto tempo dopo vennero reinserite, dopo che Oscar Wilde aveva terminato la detenzione e concluso la sua vita a Parigi usando diversi pseudonimi diversi.

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Oscar Wilde:"Ho dei gusti semplicissimi mi accontento sempre del meglio".

Oscar Wilde: “Ho dei gusti semplicissimi mi accontento sempre del meglio”.

“Ho dei gusti  semplicissimi mi accontento sempre del meglio”.
(Oscar Wilde)

Questa citazione è di Oscar Wilde, grande autore, saggista, poeta irlandese nato a Dublino nel 1854 e morto a Parigi nel 1900.

Oscar Wilde fu una personalità originale e sopra le righe e questo si può dedurre anche nell’elevato numero di pseudonimi adottati durante la sua carriera artistica. Mutò spesso la sua firma e il nome , ad esempio all’università si fece chiamare Wills Wilde mentre, uscito di prigione dopo la condanna per omosessualità, adotterà il  none di Sebastian Melmoth per i suoi ultimi anni a Parigi.  Sempre al College si firmò anche come O.FO.F.W.W , mentre durante la prigionia si firmò C.3.3 e negli ultimi attimi prima della morte si fece chiamare addirittura Sant’Oscar di Oxford.

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Voglio essere il pensiero che ti fa sorridere per strada senza motivo.

Voglio essere il pensiero che ti fa sorridere per strada senza motivo.

Voglio essere il pensiero che ti fa sorridere per strada senza motivo.

Questo aforisma, di autore anonimo, è una bella dedica d’amore che richiama a come, quando si è innamorati, la persona amata è quella a cui si pensa nei momenti in cui la mente è libera di vagare. Per strada, appena ci si alza dal letto, prima di andare a dormire.

Una frase simile, di Charles Bukowski, richiama proprio questo:

Charles Bukowski: “Tutto si riduce all’ultima persona a cui pensi la notte, è lì che si trova il cuore”.

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La mancanza è la più forte presenza che si possa sentire.

La mancanza è la più forte presenza che si possa sentire.

La mancanza è la più forte presenza che si possa sentire.

Questo aforisma su assenza e presenza è di un autore anonimo, ma è un tema ricorrente in poesia  e letteratura. Un esempio è questa frase di Bukowski :

Charles Bukowski: “Non c’è vuoto più grande di quando qualcuno entra nella tua vita, te la scombussola e poi se ne va”

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L'attenzione è la carezza più bella.

L’attenzione è la carezza più bella.

L’attenzione è la carezza più bella.

Questo aforisma, di autore sconosciuto, rappresenta una grande verità su cosa sia davvero importante in un rapporto d’affetto. Ben oltre le parole e i gesti, è il tempo che dedichiamo e l’attenzione che dedichiamo a una persona a dimostrare quanto teniamo ad essa.

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Oscar Wilde:"Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai".

Oscar Wilde:”Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai”.

“Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai”
(Oscar Wilde)

Questo aforisma è di Oscar Wilde, nato a Dublino nel 1854 e morto a Parigi nel 1900. E’ stato un noto scrittore, poeta , aforista irlandese.

L’opera più famosa di Oscar Wilde è “Il ritratto di Dorian Grey”, esso uscì da principio con la casa editrice Lippincott il 20 giugno 1890. Oscar aveva da molto tempo l’intenzione di scriverlo, e quando W.B. Maxwell pubblicò un libro che ripercorreva la stessa struttura di Wilde, Oscar se ne lamentò accusandolo di avergli rubato l’idea che lui gli aveva confidato. Oscar Wilde per quanto riguarda l’opera arrivò a dire che i tre personaggi erano i tre lati di se stesso. Basil era quello che pensava di se, Lord Henry quello che la gente pensava di lui, Dorian quello che avrebbe voluto essere.

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"Se puoi sognarlo, puoi farlo"

Se puoi sognarlo, puoi farlo. ( Walt Disney )

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”
( Walt Disney)

Questo aforisma, nella versione originale in inglese “If you can dream it, you can do it” , è di Walt Disney, fondatore della multinazionale dell’intrattenimento Disney. Walt Disney , all’anagrafe Walter Elias Disney , nacque a Chicago nel 1901 e morì a Burbank, in California, nel 1966. E’ soprannominato “l’uomo dei sogni” e questa frase, da lui pronunciata, è emblematica di un’esistenza interamente dedicata a riempire di magia la vita di grandi e piccini.

L’inizio del successo. Mickey Mouse.

“Non dimentichiamoci che tutto è nato da un topo”, dirà con l’ironia che lo contraddistingue lo Zio Walt, poco prima di inaugurare il suo primo grande parco dei divertimenti. Ne sorgeranno altri 5, ma purtroppo Disney è scomparso nel 1966 senza mai averli visti). Dai cartoni animati, ai lungometraggi, per non parlare di tutto il merchandising e par l’appunto i parchi, tutto questo non ci sarebbe stato senza Topolino.

Oggi Disney è un marchio fra I più noti al mondo, ma nel 1928 Walt Disney attraversava un periodo di crisi profonda. Dopo essere stato abbandonato dai membri del suo staff, era rimasto da solo con la sua ambizione e con il suo fedelissimo collaboratore Ub Iwerks. Insieme a loro, un topo si affaccendava alla ricerca di briciole all’interno del suo ufficio. Questo topo lo ispirò nella creazione di Mickey Mouse, anche se secondo alcuni critici i meriti sarebbero da condividere praticamente alla pari con il disegnatore Ub Iwerks, che invece fu dai più dimenticato.

Topolino è il primo personaggio Disney a riscuotere un successo mondiale. In Italia, a distanza di 4 anni dalla sua nascita, la casa editrice Nerbini prende una decisione che segna l’anno zero nella storia del fumetto italiano: dedicare a Topolino un giornale a fumetti tutto suo, Topolino giornale. Questa testata nel 1949, già passata alla Mondadori, si trasforma in topolino libretto: il formato di Topolino che ancora oggi (2020) esce nelle nostre edicole.

Biografia di Walt Disney : Luci e ombre

Come per tutti gli uomini di grande successo, anche nella vita di Walt Disney si alternano luci ed ombre. sembra che il lavoro di alcuni suoi prolifici collaboratori, primo fra tutti il già citato Iwerks, sia stato un po’ oscurato dalla sua personalità e dal suo senso degli affari. Al punto che I nomi di questi artisti oggi restano ai più sconosciuti. C’è chi accusò Walt Disney di antisemitisimo – accuse che spesso vennero poi ritirate dagli stessi accusatori – e di razzismo, per via di alcune frasi o modi di dire che oggi non potremmo considerare politicamente corretti.

Walt Disney è morto nel 1966, per le complicanze di un tumore ai polmoni. Da poco era stato rilasciato Mary Poppins, lungometraggio innovativo che vede interagire attori in carne ed ossa con cartoni animati. Al suo funerale, all’interno di una chiesa gremita e commossa, venne eseguita la struggente feed the birds . Questa canzone fu composta dai fratelli Sherman e proprio in Mary Poppins fa da sottofondo alla scenda della cattedrale.

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"Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni"

Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni. ( Oscar Wilde )

“Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni”.
(Oscar Wilde)

Questa frase è di Oscar Wilde, scrittore, aforista, poeta, drammaturgo e saggista irlandese nato aDublino nel 1854 e morto a Parigi nel 1900.

Fu una personalità unica, dal carattere eccentrico e sopra le righe. Un esempio di questo lato del suo carattere si può dedurre da questo aneddoto che egli stesso narrò e che si può in qualche modo ricollegare al tema “tentazioni” e “scottarsi con il fuoco” : in giovane età, venne affidato a una bambinaia insieme al fratello.  Quando questa si allontanò, egli racconta che i vestiti dei bambini, che erano stesi davanti al camino, presero fuoco. Di fronte a questo evento, mentre il fratello  gridava fortemente spaventato, Oscar applaudì molto divertito tanto che quando la donna spense le fiamme. Oscar si mise a piangere perché l’interessante spettacolo era finito.

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Ligabue: "...Il destino ha la sua puntualità..."

Luciano Ligabue: “Il destino ha la sua puntualità”

“Il destino ha la sua puntualità”
( Luciano Ligabue )

Grande artista conosciuto a livello internazionale, Luciano Ligabue oggi incarna una delle maggiori figure di cantautori italiani dell’ultimo secolo. Sempre pregne di significato, le sue canzoni riportano messaggi profondi e temi particolarmente sentimentali e forti. Come il testo da cui è stato estratto il verso sopra riportato, cioè “Lettera a G”, contenuta nell’album Nome e Cognome del 2005.

Significato della canzone “Lettera a G” di Ligabue

“Lettera a G” si riferisce a Gianni, il cugino del cantante, morto a causa dello stesso male del padre, deceduto poco tempo prima.La figura di Gianni compare già in “Fuori e Dentro il Borgo”, la raccolta di racconti del cantautore, nello specifico nel racconto “Una delle storie d’amore di via Cairoli”.

Qui Ligabue ‘spiega’ proprio il significato del testo della canzone:

“G. era un cugino ma praticamente era un fratello. Era quello di cui ho parlato in “Una delle storie d’amore di via Cairoli” uno dei racconti della mia infanzia in “Fuori e dentro il borgo”. Siamo stati bambini insieme, adolescenti insieme, adulti insieme. Abbiamo avuto gli stessi sogni, desideri. A volte le stesse ragazze. Negli ultimi anni ho visto andarsene prima mio padre, poi qualcuno che ha condiviso il palco con me (D. Rad) e ora G. La sua morte mi ha spinto a una profonda riflessione sulle strade che prende la vita. E a molto altro. A livello arrangiativo, è una canzone fatta di parti eteree: la linea la dà una batteria vagamente tribale e tutto il resto sono pennellate, chitarre con delay che non hanno una vera e propria funzione armonica. Sono sottolineature, sfumature sottili, aperture delicate.”

Di seguito il video del brano “Lettera a G”, da cui è tratta questa citazione :

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Luciano Ligabue:"E le senti le vene piene di ciò che sei/ e ti attacchi alla vita che hai".

Luciano Ligabue: “E le senti le vene piene di ciò che sei e ti attacchi alla vita che hai”.

“E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai”.
(Luciano Ligabue, Leggero)

Questa citazione è di Luciano Ligabue, tratta dal brano “Leggero” contenuto nell’album “Buon compleanno Elvis” del 1995. Ligabue nasce a Correggio  nel 1960, è un cantautore e un rocker italiano. Ha fatto una gavetta molto lunga , infatti solo nel 1990 arriva ad incidere il suo primo LP intitolato proprio “Ligabue” .

Ma è con l’album “Buon compleanno Elvis”, quello da cui appunto è estratto “Leggero”, che Ligabue ottiene il definitivo successo. Basta dare una occhiata alle cifre : un milione di dischi venduti, oltre 70 settimane di permanenza in classifica ed il premio Tenco per la migliore canzone dell’anno, “Certe notti”. Da qui parte la sua irrefrenabile carriera, che lo poterà a cimentarsi anche nelle vesti di scrittore e regista.

Di seguito il video del brano “Leggero”, da cui è tratta questa citazione :

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