“Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi”. Jane Austen

Jane Austen: “Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi”.

“Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura.

I miei affetti sono sempre eccessivi”.

Jane Austen

 

Jane Austen nasce a Steventon, il 16 dicembre del 1775, e muore a Winchester, il 18 luglio del 1817; è stata una grande scrittrice inglese, di spicco nella narratica neoclassica e tra le autrici più famose nell’intero panorama letterario mondiale della seconda metà del Settecento.

L’estratto sopra riportato si ritrova nel libro “L’abbazia di Northanger”.

Il significato rimanda al senso che per la Austen avevo l’amore: un sentimento senza misura e senza maniera, al di là di qualsiasi condizione,  a prescindere da tutto quanto il resto.

 

 

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“L’amicizia è certamente il balsamo più soave per le ferite di un amore deluso”. Jane Austen

Jane Austen: “L’amicizia è certamente il balsamo più soave per le ferite di un amore deluso”.

“L’amicizia è certamente il balsamo più soave per le ferite di un amore deluso”.

Jane Austen

 

Jane Austen è stata un grande scrittrice inglese della fine del Settecento.

Nata a Steventon, nel 1775, e morta nel Winchester, nel 1817, pur vivendo nel periodo delle guerre Napoleoniche, non ha mai trattato argomenti bellici nei suoi romanzi, piuttosto storie di vita quotidiana, d’amore e incentrate su donne come eroine alla ricerca del sogno della felicità.

Questo estratto sopra riportato viene dal libro “L’abbazia di Northanger”.

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"Le donne si immaginano che l’ammirazione significhi più di quello che è. E gli uomini si danno un gran da fare perché esse se lo immaginino”. Jane Austen

Jane Austen: “Le donne si immaginano che l’ammirazione significhi più di quello che è. E gli uomini si danno un gran da fare perché esse se lo immaginino”.

“Le donne si immaginano che l’ammirazione significhi più di quello che è.

E gli uomini si danno un gran da fare perché esse se lo immaginino”.

 

Jane Austen

 

Jane Austen nasce a Steventon nel 1775 e muore a Winchester nel 1817.

Grande scrittrice inglese della narrativa neoclassica, la Austen descrive le sue protagonista come eroine, senza risparmiarsi su ironia, pregi e difetti.

Le battute sarcastiche vengono utilizzate spesso come metodo narrativo, al fine di descrivere perfettamente i personaggi, senza lunghe ed inutili dissertazioni.

L’estratto sopra riportato è stato estrapolato dal romanzo “Orgoglio e pregiudizio“.

 

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“Vanità e orgoglio sono due concetti ben diversi. Si può essere orgogliosi senza essere vanitosi. La superbia ha a che vedere principalmente con l’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità con ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi”. Jane Austen

Jane Austen: “Vanità e orgoglio sono due concetti ben diversi. Si può essere orgogliosi senza essere vanitosi. La superbia ha a che vedere principalmente con l’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità con ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi”.

“Vanità e orgoglio sono due concetti ben diversi.

Si può essere orgogliosi senza essere vanitosi.

La superbia ha a che vedere principalmente con l’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità con ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi”.

Jane Austen

 

Jane Austen nasce a Steventon, nel 1775, e muore a Winchesterm, nel 1817.

Austen è stata un grandissima autrice di romanzi di narrativa neoclassica, in cui con ironia ed arguzia descrive i personaggi di una splendida campagna inglese.

I protagonisti sono soprattutto donne, che ritraggono quello che potremmo considerare l’universo femminile dell’epoca, con sogni, ideali e storie d’amore e di vita quotidiana.

L’estratto sopra citato fa parte del famosissimo romanzo della Austen “Orgoglio e pregiudizio“.

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"Possedere, non essere posseduto". Gabriele D'Annunzio

Gabriele D’Annunzio: “Possedere, non essere posseduto”.

“Possedere, non essere posseduto”.

Gabriele D’Annunzio

 

Gabriele D’Annunzio nasce a Pescara, nel 1863, e muore a Gardone Riviera, nel 1938.

D’Annunzio è ricordato ancora oggi come il più grande esponente del decadentismo; grande poeta, scrittore, giornalista e politico italiano, è stata una figura emergente sia nel panorama socio-culturale che in quello politico, come militare e poi insignito al titolo di Principe di Montenevoso, dal Re Vittorio Emanuele III.

L’estratto sopra riportato è stato estrapolato da uno dei suoi più famosi romanzi: “Il piacere“, pubblicato nel 1889 dai Fratelli Treves.

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"Roma, d'innanzi, si profondava in un silenzio quasi di morte, immobile, vacua, simile a una città addormentata da un potere fatale". Gabriele D'Annunzio

Gabriele D’Annunzio: “Roma, d’innanzi, si profondava in un silenzio quasi di morte, immobile, vacua, simile a una città addormentata da un potere fatale”.

“Roma, d’innanzi, si profondava in un silenzio quasi di morte, immobile, vacua, simile a una città addormentata da un potere fatale”.

Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio nasce a Pescara, nel 1863, e muore a Gardone Riviera, nel 1938; egli è stato un grande poeta, scrittore, giornalista, oltre che militare e politico italiano.
D’Annunzio è un importante simbolo del decadentismo e importante figura della Prima Guerra Mondiale, lo ricordiamo infatti insignito dal Re Vittorio Emanuele III, con il titolo di Principe di Montenevoso.
Occupò, quindi, ben 2 importanti posizioni in Italia:
  1. Nella letteratura italiana: dal 1889 al 1910;
  2. Nella vita politica: dal 1914 al 1924;

L’estratto sopra riportato viene da una delle sue opere maggiori: “Il piacere“, romanzo scritto nel 1888 e pubblicato l’anno successivo dai Fratelli Treves.

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"Sapete che cosa significa amare l'umanità? Significa soltanto questo: essere contenti di noi stessi. Quando uno è contento di sé stesso, ama l'umanità". Luigi Pirandello

Luigi Pirandello: “Sapete che cosa significa amare l’umanità? Significa soltanto questo: essere contenti di noi stessi. Quando uno è contento di sé stesso, ama l’umanità”.

“Sapete che cosa significa amare l’umanità? Significa soltanto questo: essere contenti di noi stessi. Quando uno è contento di sé stesso, ama l’umanità”.

Luigi Pirandello

 

Luigi Pirandello nasce ad Agrigento, nel 1867, e muore a Roma, nel 1936.

Egli è stato un grande scrittore, poeta e drammaturgo, rinnovatore delle forme del romanzo, della novella e del teatro.

Uno degli autori più letti e apprezzati dal pubblico, emerge nel panorama del realismo e umoristico italiano.

L’estratto sopra riportato fa parte della commedia scritta nel 1924Ciascuno a suo modo“. Opera parte della trilogia del Teatro nel Teatro, dopo “Sei personaggi in cerca di autore” e prima di “Questa sera si recita a soggetto”.

 

 

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"Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa". Luigi Pirandello

Luigi Pirandello: “Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa”.

“Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa”.

Luigi Pirandello

 

Luigi Pirandello nasce ad Agrigento, il 28 giugno del 1867, e muore a Roma, il 10 dicembre del 1936; egli è stato un grande poeta, drammaturgo e scrittore italiano.

Molto della sua vita influenzò le sue opere, a partire dalla disillusione per le false aspettative del Risorgimento italiano.

Autore di 40 drammi, oltre che diverse novelle e racconti brevi, Pirandello è anche autore di “Novelle per un anno“, da cui l’estratto sopra riportato; si tratta di un insieme di racconti che, assieme al Decameron di Boccaccio, fa parte dei capolavori della novellistica italiana di sempre.

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Luigi Pirandello: “Confidarsi con qualcuno, questo sì è veramente da pazzo!”

Luigi Pirandello: “Confidarsi con qualcuno, questo sì è veramente da pazzo!”

“Confidarsi con qualcuno, questo sì è veramente da pazzo!”

Luigi Pirandello

 

Luigi Pirandello è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano; egli è nato ad Agrigento, nel 1867, e morto a Roma, nel 1936.

Pirandello ha scritto:

  • 40 drammi, di cui l’ultimo rimasto incompiuto;
  • novelle e racconti brevi;
  • 7 romanzi;

L’estratto sopra riportato viene da “Enrico IV“, tragedia in 3 atti di Pirandello; questa fu rappresentata per la prima volta al Teatro Manzoni di Milano, il 24 febbraio del 1922.

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“Se noi conosciamo che errare è dell'uomo non è crudeltà sovrumana la giustizia?” Luigi Pirandello

Luigi Pirandello: “Se noi conosciamo che errare è dell’uomo non è crudeltà sovrumana la giustizia?”

“Se noi conosciamo che errare è dell’uomo

non è crudeltà sovrumana la giustizia?”

Luigi Pirandello

 

Luigi Pirandello nasce ad Agrigento, nel 1867, e muore a Roma, nel 1936.

Grande drammaturgo e insignito del Premio Nobel per la letteratura, nel 1934, spicca sul piano letterario grazie a:

  • Romanzi;
  • Novelle e racconti brevi;
  • Drammi;

L’estratto sopra riportato appartiene al celebre romanzoIl fu Mattia Pascal“; prima pubblicato a puntate sulla rivista Nuova Antologia, nel 1904, poi pubblicato in volume unico alla fine dello stesso anno.

Pirandello scrisse quest’opera durante le notti di veglia che fece alla moglie paralizzata, Maria Antonietta Portulano.

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“Mi si fissò invece il pensiero ch'io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m'ero figurato d'essere.”

Luigi Pirandello: “Mi si fissò invece il pensiero ch’io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m’ero figurato d’essere”.

Mi si fissò invece il pensiero ch’io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m’ero figurato d’essere.

Luigi Pirandello

Luigi Pirandello nasce ad Agrigento, nel 1867, e muore a Roma, nel 1936; egli è stato un grande scrittore, drammaturgo e poeta italiano.

Di lui si conoscono oggi: novelle, racconti brevi, 40 drammi circa, di cui l’ultimo rimasto incompleto.

L’estratto sopra citato è stato estrapolato dal romanzo più famoso di Pirandello Uno, nessuno e centomila“; testo iniziato nel 1909 e rimasto in stesura per moltissimo tempo. L’uscita fu nel 1925, sotto forma di romanzo a puntate sulla rivista ‘La Fiera Letteraria’.

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In questa condizione, rafforzata dal successo e decisa a continuare, caddi nel laccio nel quale era stabilito dovessi trovare l'estrema ricompensa per quel genere di vita. Ma non era ancora giunto il momento di ciò, giacché, lungo quella via che conduceva alla rovina, ebbi molte altre fortunate avventure Daniel Defoe

Daniel Defoe: “In questa condizione, rafforzata dal successo e decisa a continuare, caddi nel laccio nel quale era stabilito dovessi trovare l’estrema ricompensa per quel genere di vita…”.

In questa condizione, rafforzata dal successo e decisa a continuare, caddi nel laccio nel quale era stabilito dovessi trovare l’estrema ricompensa per quel genere di vita.

Ma non era ancora giunto il momento di ciò, giacché, lungo quella via che conduceva alla rovina, ebbi molte altre fortunate avventure. 

Daniel Defoe

 

Daniel Defoe, conosciuto anche come De Foe, è nato a Stoke Newington, nel 1660, ed è morto a Moorfields, nel 1731; egli è stato un grande scrittore oltre che giornalista inglese.

Defoe è visto, ancora oggi, come il padre del romanzo moderno, ovvero quella forma narrativa che prevede il rispetto di determinati criteri di coerenza e verosimiglianza.

L’estratto sopra citato è stato estrapolato dal romanzo “Fortune e sfortuna della famosa Moll Flanders“; una storia in cui il lettore viene spinto a chiedersi se fare qualcosa di immorale, per il proprio bisogno, sia davvero così immorale.

 

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Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla. (Il capitano è fuori a pranzo, Charles Bukowski)

Charles Bukowski: “Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla”.

Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo!

Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no,

siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.

(Il capitano è fuori a pranzo, Charles Bukowski)

 

Henry Charles “Hank” Bukowski Jr., nasce ad Andernach, nel 1920, e muore a Los Angeles, nel 1994.

Bukowski è stato un grande poeta e scrittore americano; egli ha scritto 6 romanzi, più di 100 racconti e migliaia di poesie; per un totale di oltre 60 libri.

L’estratto sopra riportato è stato estrapolato da “Il capitano è fuori a pranzo“, un vero e proprio diario personale dell’autore, che racconta quelli che sono stati gli ultimi anni della sua vita, dal 1991 al 1993: una vera e propria attesa della morte ma senza rammarico e con temi molto meno inerenti alle donne e all’alcool, come i testi precedenti, bensì molto più legati ad uno stile riflessivo e introspettivo.

 

 

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Le due più grandi invenzioni dell'uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina. (Storie di ordinaria follia, Charles Bukowski)

Charles Bukowski: “Le due più grandi invenzioni dell’uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina”.

Le due più grandi invenzioni dell’uomo sono il letto e la bomba atomica:

il primo ti tiene lontano dalle noie,

la seconda le elimina.

(Storie di ordinaria follia, Charles Bukowski)

 

Henry Charles “Hank” Bukowski Jr., nasce ad Andernach, nel 1920, e muore a Los Angeles, nel 1994.

Bukowski è stato un grande poeta e scrittore americano, ricordato soprattutto come uno tra i più grandi esponenti del realismo sporco.

Egli pubblicò molti scritti, anche su riviste letterarie e con piccoli editori, già a partire dagli Anni Quaranta.

L’estratto sopra riportato è stato estrapolato da “Storie di ordinaria follia“, una raccolta di 12 racconti pubblicata interamente nel 1972.

I temi trattati sono:

  • il sesso;
  • l’alcool;
  • le donne;
  • le scommesse sulle corse dei cavalli;

 

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Giochiamo a nascondino? Sì, ma se ti trovo ti bacio. Ok, se non mi trovi sono dietro la porta Charles Bukowski

Charles Bukowski: “Giochiamo a nascondino? Sì, ma se ti trovo ti bacio. Ok, se non mi trovi sono dietro la porta”.”

Giochiamo a nascondino?

Sì, ma se ti trovo ti bacio.

Ok, se non mi trovi sono dietro la porta

Charles Bukowski

 

Henry Charles “Hank” Bukowski Jr., nato come Heinrich Karl Bukowski, nasce ad Andernach, nel 1920, e muore a Los Angeles, nel 1994; egli è stato un grande poeta e scrittore americano, di cui ancora oggi si ricordano molti aforismi, come quello sopra riportato.

Bukowski ha scritto 6 romanzi, più di 100 racconti e migliaia di poesie; si parla di oltre 60 libri.

Le tematiche principali si concentrano sulla sua vita:

  • il rapporto con l’alcool;
  • le numerosi esperienze sessuali;
  •  i rapporti burrascosi con la società;

Ricordiamo Bukowski come il principale esponenete del realismo sporco.

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Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perchè non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso. Gabriel Garcià Màrquez

Gabriel Garcià Màrquez: “Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perchè non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso”.”

Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste,

perchè non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.

Gabriel Garcià Màrquez

 

Gabriel Garcìa Màrquez, detto Gabo, nasce ad Aracatana, nel 1927, e muore a città del Messico, nel 2014; egli è stato un grande giornalista, saggista e scrittore del realismo magico in lingua spagnola.

Nei suoi scritti fa sapiente uso di prolessi e analessi, che tengono assieme molteplici piani di lettura, con uso di allegorie e frequenti intrecci tra reale e irreale.

Màrquez riceve il Premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

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Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere. Gabriel Garcìa Màrquez

Gabriel Garcìa Màrquez: “Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere”.

Nessuna persona merita le tue lacrime,

e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.

Gabriel Garcìa Màrquez

 

Gabriel Garcìa Màrquez è nato ad Aracataca, nel 1927, ed è morto a città del Messico, nel 2014.

Màrquez è stato un grande scrittore, oltre che giornalista e saggista colombiano, naturalizzato messicano.

Nel 1982 ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura.

Il suo romanzo più famoso è “Cent’anni di solitudine“, ed è stata riconosciuta dal IV Congresso internazionale della Lingua Spagnola, tenutosi a Cartagena de Indias, in Colombia nel 2007, come la seconda opera in lingua spagnola più famosa e importante mai scritta.

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La forma più umana di volare continua ad essere l'abbraccio Gabriel Garcìa Màrquez

Gabriel Garcìa Màrquez: “La forma più umana di volare continua ad essere l’abbraccio”.

La forma più umana di volare continua ad essere l’abbraccio.

Gabriel Garcìa Màrquez

 

Gabriel José de la Concordia García Márquez, detto Gabo, nasce a Aracataca, il  marzo del 1927, e muore a Città del Messico, il 17 aprile del 2012.

Egli è stato uno tra i più importanti scrittori in lingua spagnola del realismo magico.

Importante il suo stile scorrevole, ricco ma cotemporaneamente pervaso di amara ironia.

I suoi romanzi hanno la caratteristicadi svilupparsi spesso tra storia e leggenda, fantasia e realtà; sempre ricchi di allegorie e articolate strutture narrative.

 

 

 

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Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera... Pablo Neruda

Pablo Neruda: “Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”.

Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera…

Pablo Neruda

 

Pablo Neruda nasce a Parral, il 12 luglio del 1904, e muore a Santiago del cile, il 1973.

Viene ricordato oggi, oltre che per la splendida attività da poeta, anche per i ruoli politici e diplomatici assunti nel tempo, sempre sotto una forte impronta comunista.

Nel 1971 gli viene consegnato il Premio Nobel per la Letteratura.

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È proibito piangere senza imparare Pablo Neruda

Pablo Neruda: “È proibito piangere senza imparare”.

È proibito piangere senza imparare

Pablo Neruda

 

Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto, più comunemente conosciuto come Pablo Neruda, nasce a Parral, nel 1904, e muore a Santiago del cile, nel 1973.

Pablo Neruda è stato un grande poeta, oltre che politico cileno del pieno Novecento.

Ha ricoperto diversi incarichi, come quello di Senatore, e viene ricordato per aver aderito al comunismo, mossa che gli provocò censure e persecuzioni politiche, oltre che l’espatrio.

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Accetta te stesso così come sei ed avrai messo a tacere il più severo dei giudici Alejandro Jodorowsky

Alejandro Jodorowsky: “Accetta te stesso così come sei ed avrai messo a tacere il più severo dei giudici”.

 Accetta te stesso così come sei ed avrai messo a tacere il più severo dei giudici
Alejandro Jodorowsky
Alejeandro Jodorowsky Prullansky nasce a Tocopilla, il 17 febbraio del 1929; egli è un grande scrittore, attore, regista teatrale e drammaturgo, oltre che fumettista e poeta cileno, naturalizzato francese.
Tutti i suoi libri sono caratterizzati da poliedricità e eterogeneità.
Ricordiamo diversi suoi corti, come: “La cravatta” del 1957 e “Teatro sin fin” del 1965; particolarmente ricordato anche il docufilm del 2019 “Psicomagia – Un’arte che guarisce“.
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«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: "Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.» La voce narrante di Hubert, nella scena iniziale del film "L'odio"

«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: “Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene.” Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio.» (“L’odio” di Kassovitz)

«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: “Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene.” Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio.»

La voce narrante di Hubert, nella scena iniziale del film “L’odio”

 

Questa parte sopra riportata è l’incipit del film “L’odio” (La Haine).

Film del 1995, scritto e diretto da Mathieu Kassovitz, e che ha vinto il Premio per la migliore regia al Festival di Cannes.

Abbiamo di fronte una pellicola in bianco e nero che tratta di un fatto di cronaca realmente accaduto: l’uccisione di un ragazzo delle banlieue di Parigi, ad opera della polizia.

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La conoscenza di Dio, senza la conoscenza della propria miseria genera l'orgoglio. La conoscenza della propria miseria, senza la conoscenza di Dio, genera la disperazione Blaise Pascal

Blaise Pascal: “La conoscenza di Dio, senza la conoscenza della propria miseria genera l’orgoglio. La conoscenza della propria miseria, senza la conoscenza di Dio, genera la disperazione”.

La conoscenza di Dio, senza la conoscenza della propria miseria genera l’orgoglio.

La conoscenza della propria miseria, senza la conoscenza di Dio, genera la disperazione

Blaise Pascal

 

Blaise Pascal nasce nel 1623, a Clermont-Ferrand, e muore nel 1662, a Parigi.

Blaise è stato un grande matematico e fisico, oltre che filosofo francese.

Alla giovane età di 16 anni scrive  un trattato di geometria proiettiva, e dal 1654 lavora con Pierre de Fermat sulla teoria della probabilità.

Ma, nello stesso anno, abbandona sia la matematica che la fisica, per dedicarsi ad esperienze religiose e filosofiche.

Muore 2 mesi dopo aver compiuto 39 anni, dopo un lungo periodo di malattia.

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È assai più bello sapere un po' di tutto, che saper tutto di una cosa Blaise Pascal

Blaise Pascal: “È assai più bello sapere un po’ di tutto, che saper tutto di una cosa”.

È assai più bello sapere un po’ di tutto,

che saper tutto di una cosa

Blaise Pascal

 

Blaise Pascal nasce a Clermont-Ferrand, il 19 giugno del 1623, e muore a Parigi, il 19 agosto del 1662; egli è stato un grande filosofo, teologo, fisico e matematico francese.

I primi campi in cui si applica sono: scienze applicate e quelle naturali; si impegnò, sin da subito, nella progettazione di calcolatori meccanici e allo studio dei fluidi.

Ricordiamo, poi, i suoi successivi studi sui concetti di vuoto e pressione, oltre che i noti scritti sul metodo scientifico.

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"Vera libertà è potere tutto in se stessi". Michel de Montaigne

Michel de Montaigne: “Vera libertà è potere tutto in se stessi”.

“Vera libertà è potere tutto in se stessi”.

Michel de Montaigne

 

Michel de Montaigne nasce in Francia il 28 febbraio 1533 e muore il 13 settembre 1592; egli è stato un filosofo, scrittore e aforista francese.

Nella sua vita fu molto importante l’amicizia che strinse con Etienne de la Boetié, suo collega in parlamento e che lo influenzò con il suo pensiero intriso di stoicismo.

La morte prematura di La Boetié lasciò un vuoto incolmabile in Montaigne.

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La grandezza dell'uomo sta in questo: che ha coscienza della propria miseria. Blaise Pascal

Blaise Pascal: “La grandezza dell’uomo sta in questo: che ha coscienza della propria miseria”.

La grandezza dell’uomo sta in questo:

che ha coscienza della propria miseria.

Blaise Pascal

 

Blaise Pascal nasce a Clermont-Ferrand, nel 1623, e muore a Parigi, nel 1662.

Blaise viene oggi ricordato come grande teologo, filosofo, , fisico e matematico francese.

In realtà, il suo è stato un vero e proprio percorso: partendo dall’interesse per la matematica e la fisica, sino al passaggio per l’estremo interesse verso teologia e filosofia, abbandonando, poi completamente, gli studi e le teorie studiate sino a quel momento.

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Vincere non è sorpassare gli altri ma superare se stessi.

Vincere non è sorpassare gli altri ma superare se stessi.

Vincere non è sorpassare gli altri ma superare se stessi.

La motivazione è  ciò che deve alimentare il tutto: spingersi sempre oltre!

Non bisogna arrendersi, mai mollare e dare sempre il massimo per noi stessi e non per superare o sentirsi meglio di qualcun altro.

Bisogna lasciare e abbandonare la nostra zona di confort, al fine di trovare la felicità, ovvero stare bene con noi stessi: fisicamente e mentalmente.

Non ci sono gare con altri, ma solo dentro di noi!

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Io senza calcio non sto bene. Fosse per me arriverei a morire in tuta, a novant'anni, all'aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire. Zdenek Zeman

Zdenek Zeman: “Io senza calcio non sto bene. Fosse per me morirei in tuta, a novant’anni, all’aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire”.

Io senza calcio non sto bene.
Fosse per me arriverei a morire in tuta, a novant’anni, all’aria aperta, a insegnare pallone a qualche ragazzo che avesse ancora voglia di starmi a sentire.
Zdenek Zeman

 

Zdenek Zeman è nato a Praga, il 12 maggio del 1947, ed è un allenatore di calcio ceco, ma con la cittadinanza italiana.

Gli esordi in Italia lo inquadrano in squadre siciliane dilettantistiche, quali: cinisi, bacigalupo su segnalazione di Marcello Dell’Utri, carini, misilmeri ed esakalsa.

Prende il patentino di allenatore professionista nel 1979, a Coverciano.

Grazie, poi, allo zio, diventa allenatore delle giovanili del Palermo, sino al 1983, per Giovanissimi e Primavera.

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Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi. Ernest Hemingway

Ernest Hemingway: “Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi”.

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno.
Ma quello che accadrà in tutti i giorni che verranno può dipendere da quello che farai tu oggi.
Ernest Hemingway

 

Ernest Miller Hemingway nasce a Oak Park, il 21 luglio del 1899, e muore a Ketchum, il 2 luglio del 1961; egli è stato un grande scrittore, oltre che giornalista americano.

Dal soprannome Papa, fa parte degli espatriati americani di Parigi negli Anni Venti, chiamati anche “La Generazione perduta“.

Ricordiamo poi la sua fama già nel Novecento, oltre che la sua turbolenta vita sociale.

Nel 1953 riceve il Premio Pulitzer, per “Il vecchio e il mare“, e nel 1954 il Premio Nobel per la Letteratura.

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Una volta aver provato l’ebrezza del volo, quando sarai di nuovo coi piedi per terra, continuerai a guardare il cielo. Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci: “Una volta aver provato l’ebrezza del volo, quando sarai di nuovo coi piedi per terra, continuerai a guardare il cielo”.

Una volta aver provato l’ebrezza del volo, quando sarai di nuovo coi piedi per terra, continuerai a guardare il cielo.
Leonardo da Vinci

 

Leonardo di ser Piero da Vinci è nato ad Anchiano, il 15 aprile del 1452, ed è morto ad Amboise, il 2 maggio del 1519.

Egli è stato un grande inventore, nonchè scienziato e artista italiano.

Vissuto nel pieno Rinascimento, è ad oggi considerato uno degli uomini più rivoluzionari e di maggior ingegno dei suoi tempi, in settori completamente eterogenei tra loro, quali:

  • filosofia;
  • scienza;
  • architettura;
  • pittura e scultura;
  • disegno;
  • anatomia;
  • botanica;
  • musica;
  • ingegneria e progettistica;
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