“Lui è me più di me stessa. Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono le stesse”. Emily Jane Bronte - Da "Cime Tempestose"

Emily Jane Bronte: “Lui è me più di me stessa. Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono le stesse”.

“Lui è me più di me stessa.

Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime,

la sua e la mia sono le stesse”.

Emily Jane Bronte – Da “Cime Tempestose”

 

Emily Jane Brontë è stata un’importante scrittrice inglese della metà dell’Ottocento.

Emily ha scritto diverse poesie, ma oggi viene ricordata per l’unico romanzo pubblicato: “Cime Tempestose“, di cui l’estratto sopra riportato; scritto tra il 1845 e 1846, pubblicato poi in 2 diverse edizioni: quella della scrittrice ancora in vita, del 1847 e quella postuma, pubblicata dalla sorella Charlotte, che compone il trio delle scrittrici delle sorelle Bronte assieme ad Anne, nel 1850.

Emily non visse a lungo, morì alla tenera età di 30 anni, a causa delle gravi condizioni igieniche dell’istituto in cui visse per diverso tempo assieme alle sorelle maggiori e che le riconsegnarono una salute cagionevole.

 

 

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“La violenza e il tradimento sono armi a doppio taglio: feriscono più gravemente chi le usa, di chi le soffre”. Emily Jane Brontë - Da "Cime Tempestose"

Emily Jane Brontë: “La violenza e il tradimento sono armi a doppio taglio: feriscono più gravemente chi le usa, di chi le soffre”.

“La violenza e il tradimento sono armi a doppio taglio:

feriscono più gravemente chi le usa, di chi le soffre”.

Emily Jane Brontë – Da “Cime Tempestose”

 

Emily Jane Brontë nasce nello Yorkshire, il 30 luglio del 1818, e muore a Haworth, il 19 dicembre del 1848, a soli 30 anni.

Gravi condizioni di salute portarono la precoce morte di questa scrittrice inglese d’età vittoriana, frutto delle cattive condizioni igieniche della Clergy’s Daughters School di Cowan Bridge, scuola che Emily frequentò assieme alle 3 sorelle maggiori: Charlotte, Elizabeth e Maria, queste ultime due persero addirittura la vita qualche tempo dopo l’entrata nell’istituto, a causa della tubercolosi.

L’estratto sopra riportato appartiene all’unico romanzo che Emily scrisse: “Cime Tempestose“; scritto tra il 1845 e il 1846, venne pubblicato per la prima volta nel 1847 e come edizione postuma, dalla sorella Charlotte, nel1850.

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“Ci deve essere, fuori di noi, un’esistenza che è ancora la nostra. A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa?” Emily Jane Brontë - Da "Cime Tempestose"

Emily Jane Brontë: “Ci deve essere, fuori di noi, un’esistenza che è ancora la nostra. A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa?”

“Ci deve essere, fuori di noi, un’esistenza che è ancora la nostra.

A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa?”

Emily Jane Brontë – Da “Cime Tempestose”

 

Emily Jane Brontë nasce a Thornton, il 30 luglio del 1818, e muore a Haworth, il 19 dicembre del 1848.

Emily è stata una delle 3 celebri sorelle Bronte (Charlotte ed Anne), ed è famosa per il suo romanzo “Cime tempestose“, pubblicato nel 1847 e da cui l’estratto sopra riportato.

Ma Emily ha scritto anche diverse poesie, la più antica resta sicuramente “Will the day be bright or cloudy?“, del 1836, sugli avvenimento di una bambina paragonati all’evolversi della giornata.

Il suo primo scritto è di qualche anno prima, il 1834, un breve racconto autobiografico, ironico e particolarmente infantile, con vari errori di punteggiatura ed ortografia, scritto e firmato da lei e la sorella Anne.

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"È nella sua natura... e la natura di un uomo non la si può cambiare". Charlotte Brontë

Charlotte Brontë: “È nella sua natura… e la natura di un uomo non la si può cambiare”.

“È nella sua natura…

e la natura di un uomo non la si può cambiare”.

Charlotte Brontë

 

Charlotte Brontë, nata a Thornton, nel 1816, e morta a Haworth, nel 1855, è stata una grande scrittrice inglese del pieno perioro vittoriano.

Ricordata, oggi, soprattutto per il suo celebre romanzoJane Eyre“, è la sorella maggiore di altre due importanti scrittrici, quali:

  • Emily Bronte: autrice di “Cime Tempestose“;
  • Anne Bronte: autrice di “La signora di Wildfell Hall” e “Agner Grey“;

Tutte e 3 firmano i loro romanzi con pseudonimo maschile, per paura dei pregiudizi del tempo nei confronti delle donne, mantenendo comunque le loro iniziali: Charlotte prende Currer, Emily invece Ellis e Anne Acton, tutte con il cognome Bell.

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"Adesso, eccomi di nuovo umiliata, calpestata. Sarei riuscita a rialzarmi?" Charlotte Brontë

Charlotte Brontë: “Adesso, eccomi di nuovo umiliata, calpestata. Sarei riuscita a rialzarmi?”

“Adesso, eccomi di nuovo umiliata, calpestata.

Sarei riuscita a rialzarmi?”

Charlotte Brontë

 

Charlotte Brontë nacque il 21 aprile del 1816 in Inghilterra, e morì nel 1855.

Terza di 6 figli: Maria, Elizabeth, poi seguono Patrick Branwell, Emily ed Anne; condivide con alcuni di loro la passione per la scrittura.

L’estratto sopra riportato proviene da “Jane Eyre“, il suo famoso romanzo incentrato sulla figura di una donna molto diversa dal solito stereotipo femminile descritto nei romanzi di pieno ‘800. Si tratta di una protagonista combattiva e di ferrei principi morali, ma anche molto passionale.

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"Vivo nella serenità, contemplando la fine". Charlotte Brontë - Da "Jane Eyre"

Charlotte Brontë: “Vivo nella serenità, contemplando la fine”.

“Vivo nella serenità,

contemplando la fine”.

Charlotte Brontë – Da “Jane Eyre”

 

Charlotte Brontë nasce il 21 aprile del 1816, a Thornton, e muore nel 1855, a Haworth.

Sia la madre, Maria Branwell, che il padre, il curato Patrick Bronte, pastore protestante di origine irlandese, nutrono una grande passione per la letteratura.

Charlotte è la terza di 6 figli: Maria, Elizabeth, poi seguono Patrick Branwell, Emily ed Anne.

Nel 1824 Charlotte e le due sorelle maggiori, Maria ed Elizabeth, oltre che la sorella minore Emily, vengono segnate alla Clergy Daughter’s School di Cowan Bridge, nel Lancashire, e qui si apre un grande trauma rievocato poi nel celebre romanzo dell’autrice inglese “Jane Eyre“, e causato dalla morte prematura delle due sorelle maggiori e dalla salute rovinata di Charlotte ed Emily, per le condizioni igieniche inadeguate della scuola stessa.

Il suo celebre romanzoJane Eyre“, da cui l’estratto sopra riportato, esce nel 1846, suscitando successo e scalpore: una figura di donna molto diversa dal solito, molto passionale ma controllata al tempo stesso, con una voltà ferrea e solidi principi morali ed un enorme rispetto per se stessa.

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"Nella vita non dobbiamo accettare niente che sia contro la nostra felicità". Jeanne Claude Izzo - Da "Vivere stanca"

Jeanne Claude Izzo: “Nella vita non dobbiamo accettare niente che sia contro la nostra felicità”.

“Nella vita non dobbiamo accettare niente che sia contro la nostra felicità”.

Jeanne Claude Izzo – Da “Vivere stanca”

 

Jean-Claude Izzo è nato nel 1945 a Marsiglia, dove poi è morto nel 2000, all’età di 55 anni.

Egli ha eserciato diversi mestieri prima di dedicarsi appieno alla scrittura e pubblicare la famosa “Trilogia Marsigliese“, composta dai 3 volumi: Casino totale, Chourmo e Solea; di tema puramente noir, per cui questo grande scrittore e poeta è conosciuto.

Di Izzo ricordiamo anche:

  • Il sole dei morenti“;
  • Marinai perduti“;
  • La raccolta di racconti “Vivere stanca“, da cui l’estratto sopra riportato;
  • La raccolta di scritti inediti “Aglio, menta e basilico“;

 

 

 

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"Anche per perdere bisogna sapersi battere". Jean Claude Izzo - Da "Casino Totale"

Jean Claude Izzo: “Anche per perdere bisogna sapersi battere”.

“Anche per perdere bisogna sapersi battere”.

Jean Claude Izzo – Da “Casino Totale”

 

Jean-Claude Izzo è nato il 20 giugno del 1945 a Marsiglia, e morto nello stesso luogo il 26 gennaio, del 2000; egli è stato un grande poeta, scrittore, giornalista e drammaturgo e sceneggitore francese.

Figlio di Gennaro Izzo, un immigrato italiano salernitano, e di Isabelle, una casalinga francese, figlia anch’essa di immigrati, ma spagnoli.

Izzo è ritenuto oggi il ‘noir mediterraneo‘, ha scritto un’importante trilogia, denominata “Trilogia Marsigliese” e composta da:

  1. Casino Totale“;
  2. Chuormo “;
  3. Solea“;

L’estratto sopra riportato viene proprio dal primo volume di questa trilogia.

 

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"Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice". Jean-Claude Izzo - Da "Chourmo. Il cuore di Marsiglia"

Jean-Claude Izzo: “Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice”.

“Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice”.

Jean-Claude Izzo – Da “Chourmo. Il cuore di Marsiglia”

 

Jean-Claude Izzo nasce il 20 giugno del 1945 a Marsiglia, e muore nello stesso luogo il 26 gennaio, del 2000.

Izzo è stato un grande poeta, scrittore, giornalista e drammaturgo, oltre che sceneggitore francese.

Figlio di un immigrato italiano, Gennaro Izzo, originario di Castel San Giorno, in provincia di Salerno, e di Isabelle, una casalinga francese, figlia di immigrati spagnoli.

Frequenta una scuola professionale e poi nel 1963 inizia il lavoro all’interno di una libreria. L’anno successivo parte come militare a Gibuti, e durante la leva inizia la pubblicazione di alcuni articoli sul giornale dell’esercito.

Izzo è ritenuto oggi il ‘noir mediterraneo‘, colui che ha ispirato grandi autori noir della nostra penisola, come Massimo Carlotto e Roberto Costantini.

Dagli Anni Settanta si dedica appieno alla scrittura e dagli Anni Novanta lo troviamo alla ribalta con “Casino Totale“, pubblicato dalla casa editrice francese Gallimard, primo romanzo della ‘Trilogia Marsigliese‘, composta poi da: “Chuormo ” e “Solea“, storia che vede come protagonista il poliziotto Fabio Montale.

L’estratto sopra riportato viene proprio dal secondo volume di questa trilogia.

 

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"La verità è che non abbiamo il tempo per chiederci se i nostri figli sono felici, perché c’è qualcosa di più importante da fare: domandarci se siamo felici noi per loro e assicurarci che i nostri sbagli non gli ricadano addosso". Donato Carrisi - Da "La ragazza nella nebbia"

Donato Carrisi: “La verità è che non abbiamo il tempo per chiederci se i nostri figli sono felici, perché c’è qualcosa di più importante da fare: domandarci se siamo felici noi per loro e assicurarci che i nostri sbagli non gli ricadano addosso”.

“La verità è che non abbiamo il tempo per chiederci se i nostri figli sono felici,
perché c’è qualcosa di più importante da fare:
domandarci se siamo felici noi per loro
e assicurarci che i nostri sbagli non gli ricadano addosso”.
Donato Carrisi – Da “La ragazza nella nebbia”
Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca, e oggi vive tra Roma e Milano.Dopo aver preso gli studi per giurispredenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento; conoscenze queste che ha utilizzato in molteplici dei suoi romanzi, ad oggi thriller bestseller a livello internazionale, tradotti in più di 30 lingue.

L’estratto sopra riportato fa parte di uno tra i più conosciuti, “La ragazza nella nebbia“, dal quale è stato tratto il film omonimo con cui lo scrittore e regista ha vinto il David di Donatello come migliore regista esordiente.

 

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"Il Male alle volte ci inganna, assumendo la forma più semplice delle cose". Donato Carrisi - Da "Il suggeritore"

Donato Carrisi: “Il Male alle volte ci inganna, assumendo la forma più semplice delle cose”.

“Il Male alle volte ci inganna,
assumendo la forma più semplice delle cose”.
Donato Carrisi – Da “Il suggeritore”
Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca, e vive oggi tra Roma e Milano.Ha studiato giurisprudenza, specializzandosi poi in criminologia e scienza del comportamento. Ad oggi è considerato uno tra i più grandi scrittori di thriller bestseller internazionali, oltre ad essere anche un regista e sceneggiatore di serie TV e di cinema.Ha vinto diversi premi in Italia e all’estero: come il Prix Polar e il Prix Livre de Poche in Francia e il Premio Bancarella in Italia.

L’estratto sopra riportato fa parte del romanzo “Il suggeritore“.

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"Il bene ha sempre un prezzo, Marcus. Il male è gratis". Donato Carrisi - Da "Il tribunale delle anime"

Donato Carrisi: “Il bene ha sempre un prezzo, Marcus. Il male è gratis”.

“Il bene ha sempre un prezzo, Marcus.
Il male è gratis”.
Donato Carrisi – Da “Il tribunale delle anime”
Donato Carrisi nasce a Martina Franca, nel 1973, e vive tra Roma e Milano negli anni avvenire.Grande regista, sceneggiatore e scrittore, Carrisi  è oggi anche conosciuto come uno tra i più grandi autori di romanzi bestseller internazionali. Egli ha studiato giurisprudenza e si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento.I suoi bestseller più apprezzati sono:

  •  Il suggeritore;
  • Il tribunale delle anime (da cui l’estratto sopra riportato);
  • La donna dei fiori di carta;
  • L’ipotesi del male;
  • Il cacciatore del buio;
  • La ragazza nella nebbia;
  •  Il maestro delle ombre;
  • L’uomo del labirinto;
  • Il gioco del suggeritore;
  • La casa delle voci;
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"Le grandi anime sopportano in silenzio". Friedrich Schiller

Friedrich Schiller: “Le grandi anime sopportano in silenzio”.

“Le grandi anime sopportano in silenzio”.

Friedrich Schiller

 

Johann Christoph Friedrich von Schiller nacque in Germania, nel 1759, e morì nel 1805.

Egli fu un grande poeta, drammaturgo, filosofo e storico tedesco; ebbe il suo esordio come autore nel 1782, quando al teatro nazionale di Mannheim venne messa in scena la tragediaI masnadieri“, pubblicata nel 1781.

L’opera tratta delle avventure di un fuorilegge idealista in rivolta verso la società mai giusta e crudele.

Quest’opera mette in evidenza i moti di ribellione di Schiller, frutto di un’adolescenza segnata da dura disciplina in accademie militari.

 

 

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"L'arte è la mano destra della natura". Friedrich Schiller

Friedrich Schiller: “L’arte è la mano destra della natura”.

“L’arte è la mano destra della natura”.

Friedrich Schiller

 

Johann Christoph Friedrich Schiller nasce a Marbach am Neckar, il 10 novembre del 1759, e muore a Weimar, il 9 maggio del 1805.

Schiller fu un grande poeta, drammaturgo, storico e filosofo tedesco.

Figlio di un chirurgo militare, dopo un’infanzia vissuta in ambiente domestico materno, entrò nell’accademia militare di Solitüd, poi a Stoccarda dove studiò legge e più tardi medicina.

La sua fu una disciplina alquanto rigida e promosse in lui moti di ribellione, tutti ben visibili nel dramma Die Räuber (1781), ispirato a un racconto di Ch. F. D. Schubart, in cui esalta la libertà dell’individuo sopra ogni morale e convenzione sociale.

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"Sono migliore della mia reputazione". Friedrich Schiller

Friedrich Schiller: “Sono migliore della mia reputazione”.

“Sono migliore della mia reputazione”.

Friedrich Schiller

 

Johann Christoph Friedrich von Schiller nasce a Marbach am Neckar, il 10 novembre del 1759, e muore a Weimar, il 9 maggio del 1805; egli è stato un grande filosofo, poeta, drammaturgo e storico tedesco.

La sua infanzia si articola in un ambiente domestico affettuoso e femminile, con la madre Elisabeth Dorothea Kodweiss, donna gentile con un amore incondizionato per la letteratura devozionale e di forte fede religiosa.

Proprio da lei, Schiller, eredità l’emotività e l’altruismo, che contraddistinguono molte delle sue opere; mentre dal padre, impegnato spesso al fronte come chirurgo militare e poi promosso come luogotenente, prese l’energia e l’infaticabile forza d’animo.

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"Il suo sistema consisteva principalmente nello scansar tutti i contrasti, e nel cedere, in quelli che non poteva scansare". Alessandro Manzoni - Dai "I Promessi Sposi"

Alessandro Manzoni: “Il suo sistema consisteva principalmente nello scansar tutti i contrasti, e nel cedere, in quelli che non poteva scansare”.

“Il suo sistema consisteva principalmente nello scansar tutti i contrasti, e nel cedere, in quelli che non poteva scansare”.

Alessandro Manzoni – Dai “I Promessi Sposi”

 

Alessandro Manzoni, grande scrittore, poeta e drammaturgo italiano, nacque a Milano, nel 1785, e morì nella stessa città, nel 1873.

Ricordato soprattutto per il celebre romanzo “I promessi Sposi”, che ebbe diverse edizioni, in quanto Manzoni riscriveva e modificava continuamente le sue parti.

Anche il titolo subì modifiche nel tempo: partendo da “Fermo e Lucia“, nel 1821-23, poi con l’edizione detta Ventisettana, e dal titolo “I promessi Sposi”, pubblicata in 3 volumi dal 1825 al 1827, sino all’ultima edizione del 1840-42, ampiamente riveduta e corretta, detta Quarantana.

 

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"Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non veder la cosa che non piace, ma non per veder quella che si desidera". Alessandro Manzoni - da "La Storia della colonna infame"

Alessandro Manzoni: “Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non veder la cosa che non piace, ma non per veder quella che si desidera”.

“Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non veder la cosa che non piace,

ma non per veder quella che si desidera”.

Alessandro Manzoni – da “La Storia della colonna infame”

 

Grande scrittore, poeta e drammaturgo, Alessandro Manzoni è ancora oggi considerato uno dei capisaldi della letteratura italiana.

Egli nasce a Milano, nel 1785, e muore nella stessa città, nel 1873.

La sua opera maggiore fu il romanzo “I promessi sposi”, da cui Appendice storica “La storia della Colonna Infame“, è stato estrapolato l’estratto sopra riportato.

Si tratta di una Appendice posta alla decima edizione del romanzo, la cosidetta Quarantana. Le illustrazioni riportate sono di Francesco Gonin e le vicende narrate sono coeve al periodo storico della Peste di Milano del 1630, contemporanee al romanzo stesso.

 

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"È uno dei vantaggi di questo mondo quello di poter odiare ed esser odiati senza conoscersi". Alessandro Manzoni - dai "I Promessi Sposi"

Alessandro Manzoni: “È uno dei vantaggi di questo mondo quello di poter odiare ed esser odiati senza conoscersi”.

“È uno dei vantaggi di questo mondo

quello di poter odiare ed esser odiati senza conoscersi”.

Alessandro Manzoni – dai “I Promessi Sposi

 

Alessandro Manzoni è nato a Milano, il 7 marzo del 1785, e morto nella stessa città, il 22 maggio del 1873; egli è stato un grande scrittore, poeta e drammaturgo italiano.

Rinomato soprattutto per il celebre romanzo, da cui l’estratto sopra riportato, i “Promessi Sposi“, ad oggi il caposaldo dell’intera letteratura italiana.

Ma non solo, Manzoni lasciò segni anche nella storia del teatro italiano e in quella poetica, grazie soprattutto agli “Inni Sacri“.

Ricordiamo, poi, il riconoscimento pubblico, come Senatore del Regno d’Italia.

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Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita. William Shakespeare - Da "La tempesta"

William Shakespeare: “Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita”.

Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni;

e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

William Shakespeare – Da “La tempesta”

 

William Shakespeare nasce in Inghilterra, nel 1564, e muore all’età di 52 anni, nel 1616; egli è stato un grande drammaturgo e poeta inglese.

Si trasferisce molto presto a Londra, dove conquista una discreta fama con la pubblicazione di 2 importanti poemetti d’amore, quali: “Venere e Adone” e “Lucrezia violentata”, rispettivamente nel 1593 e nel 1594.

Per quanto riguarda la sua produzione teatrale, Shakesperare al tempo era meno conosciuto, nonostante avesse una partecipazione attiva nei profitti della compagnia teatrale dei Chamberlain’s Men, successivamente denominati King’s Men, che mettevano in scena le sue opere, oltre che quelle di altri.

Sarà infatti la sua dote da drammaturgo a farlo conoscere in tutto il mondo e a renderlo così famoso nei secoli avvenire.

L’estratto sopra riportato viene da “La tempesta“, opera teatrale in 5 atti, scritta dall’autore tra il 1610 e il 1611.

 

 

 

 

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Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte. William Shakespeare - Da "Romeo e Giulietta"

William Shakespeare: “Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte”.

Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle,

allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte.

William Shakespeare – Da “Romeo e Giulietta”

 

William Shakespeare è nato in Inghilterra, nello Stratford-upon-Avon, nel 1564, e morto nello stesso luogo, nel 1616.

Shakespeare è stato un grande poeta e drammaturgo inglese; conosciuto ancora oggi per importanti opere teatrali, drammi e commedie tra i più ricordati:

  • Enrico VI (1589-91);
  • Riccardo III (1592-93);
  • La commedia degli errori (1592-93);
  • La bisbetica domata (1593-94);
  • Romeo e Giulietta (1594-95);
  • Il mercante di Venezia (1596-97);
  • Amleto (1600-01);
  • Otello (1604-05);
  • Macbeth (1605-06);
  • Enrico VIII (1512-13);

Queste sono solamente le più conosciute, ma in totale siamo ad oltre 30 opere teatrali, più sonetti e poemi vari.

L’estratto qui sopra riportato viene dal dramma teatrale “Romeo e Giulietta”, quello più conosciuto e rappresentato nella storia, al livello mondiale.

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Il pazzo, l’amante e il poeta non sono composti che di fantasia. William Shakespeare - Da "Sogno di una notte di mezza estate"

William Shakespeare: “Il pazzo, l’amante e il poeta non sono composti che di fantasia”.

Il pazzo, l’amante e il poeta non sono composti che di fantasia.

William Shakespeare – Da “Sogno di una notte di mezza estate”

 

William Shakespeare è nato in Inghilterra, nello Stratford-upon-Avon, nel 1564, ed è morto nello stesso luogo e nello stesso giorno di 52 anni dopo, nel 1616.

Da famiglia benestante inglese, con padre facoltoso mercante e madre appartenente ad un casato di piccola nobiltà terriera, Shakespeare sposa Anne Hathaway nel 1582; la donna darà al poeta e drammaturgo inglese 3 figli, uno dei quali perderà la vita all’età di 11 anni.

Importante autore di poemi e sonetti, Shakespeare si dedica presto anche al teatro, se pur attività meno redditizia all’epoca; egli scrive testi e recita anche come attore inizialmente.

L’estratto sopra riportato appartiene alla commedia teatrale più conosciuta del drammaturgo: “Sogno di una notte di mezza estate”.

 

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Rinuncia al tuo potere di attrarmi ed io rinuncerò alla mia volontà di seguirti. William Shakespeare - Da "Sogno di una notte di mezza estate"

William Shakespeare: “Rinuncia al tuo potere di attrarmi ed io rinuncerò alla mia volontà di seguirti”.

Rinuncia al tuo potere di attrarmi ed io rinuncerò alla mia volontà di seguirti.

William Shakespeare – Da “Sogno di una notte di mezza estate”

 

William Shakespeare nasce a Stratfor-upon-Avon, nel 1564, e muore nello stesso luogo, nel 1616.

Shakespeare è stato un grande, e ritenuto tale ancora oggi, drammaturgo e poeta inglese.

Egli ha scritto molte opere teatrali, così come diversi poemi e sonetti, ben 154.

Le sue opere teatrali, col tempo, sono state tradotte in tutte le maggiori lingue del mondo e iscenate più di qualsiasi altra opera esistente.

Quello che viene più apprezzato nelle sue opere è sicuramente:

  • la complessa caratterizzazione dei personaggi;
  • la profondità filosofica;
  • la poetica raffinata;

L’estratto sopra riportato viene dalla sua famosissima commedia teatrale “Sogno di una notte di mezza estate“.

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Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. William Shakespeare da "Romeo e Giulietta"

William Shakespeare: “Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente”.

Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente.

William Shakespeare da “Romeo e Giulietta”

 

William Shakespeare nasce a Stratford-upon-Avon, il 23 aprile del 1564, e muore sempre in loco, nel 1616.

Egli è stato un grande drammaturgo e poeta inglese, ancora oggi molto importante per l’intera cultura occidentale e le cui opere teatrali sono state iscenate maggiormente a livello mondiale.

Numerose le opere teatrali scritte, ma anche i sonetti e i poemi.

Il breve estratto sopra riportato fa parte del dramma teatrale “Romeo e Giulietta“, il più conosciuto tra tutti i suoi scritti maggiori.

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Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione. William Shakespeare - Da "Pene d’amore perdute"

William Shakespeare: “Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione”.

Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione.

William Shakespeare – Da “Pene d’amore perdute”

 

William Shakespeare nacque nel 1564 a Stratford-upon-Avon, luogo in cui il padre si traferì nella metà del ‘500 per fare il conciatore e il guantaio, e morì nello stesso luogo, nel 1616.

Il periodo in cui visse questo importantissimo poeta e drammaturgo inglese fu quello della piena età elisabettiana, di gran sviluppo artistico e culturale che dalla Regina Elisabetta I prese il nome, a partire dalla sua salita al trono del 1558.

William Shakespeare scrisse diversi poemi, 154 sonetti e ben 37 opere teatrali; proprio da una di queste, la commedia “Pene d’amore perdute“, è stato estrapolato il breve estratto sopra riportato.

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L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima. William Shakespeare - Da "Sogno di una notte di mezza estate"

William Shakespeare: “L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima”.

L’amore guarda non con gli occhi ma con l’anima.

William Shakespeare – Da “Sogno di una notte di mezza estate”

 

William Shakespeare è nato a Stratford-upon-Avon, il 23 aprile del 1564, ed è morto nello stesso luogo, il 23 aprile del 1616.

Shakespeare è stato un grande drammaturgo e poeta inglese, noto per diverse sue opere a livello mondiale. Egli ha scritto diverse tipologie di opere, quali: teatrali, come drammi e commedie, poemi e sonetti di svariata natura.

Il piccolo estratto sopra riportato è stato estratto da “Sogno di una notte di mezza estate”, commedia scritta intorno al 1595, la più famosa tra tutte le opere di argomento comico di Shakespeare, dove si intersecano: mito, fiaba e quotidianità.

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Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi Re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni. William Shakespeare - Da "Amleto"

William Shakespeare: “Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi Re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni”.

Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi Re di uno spazio infinito,

se non fosse che faccio brutti sogni.

William Shakespeare – Da “Amleto”

 

William Shakespeare nasce il 22 aprile del 1564, a Stratford-upon-Avon, e muore nello stesso luogo, il 22 aprile del 1616.

Shakespeare è stato un importantissimo drammaturgo e poeta inglese, ancora oggi ritenuto tra i più eminenti dell’intera cultura occidentale.

Shakespeare ha scritto ben 37 testi teatrali, 154 sonetti e una serie di altri poemi. Le opere teatrali sono state tradotte in tutte le maggiori lingue a livello mondiale.

Come poeta pià rappresentativo del popolo inglese, Shakespeare è anche quello maggiormente citato nella storia della letteratura inglese, e le sue opere sono quelle iscenate più spesso di qualsiasi altra, nel corso della storia teatrale mondiale.

 

 

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Buonanotte, buonanotte! Separarsi è un sì dolce dolore, che dirò buonanotte finché non sarà mattino. William Shakespeare - Da "Romeo e Giulietta"

William Shakespeare: “Buonanotte, buonanotte! Separarsi è un sì dolce dolore, che dirò buonanotte finché non sarà mattino”.

Buonanotte, buonanotte!

Separarsi è un sì dolce dolore,

che dirò buonanotte finché non sarà mattino.

William Shakespeare – Da “Romeo e Giulietta”

 

William Shakespeare nasce a Stratford-upon-Avon, il 23 aprile del 1564, e muore nello stesso luogo, dello stesso giorno del 1616; egli è stato un grande poeta e drammaturgo inglese e considerato ancora oggi di fondamentale importanza per la drammaturgia occidentale.

Soprannominato il ‘Il Bardo‘ o ‘Il cigno dell’Avon‘, Shakespeare scrive:

  • 37 testi teatrali;
  • 154 sonetti;
  • una serie di poemi;

Il passo sopra citato è stato estratto da “Romeo e Giulietta”, tragedia scritta dall’autore e che, ad oggi, tratta della storia d’amore più conosciuta ed amata al mondo.

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“Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi”. Jane Austen

Jane Austen: “Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi”.

“Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura.

I miei affetti sono sempre eccessivi”.

Jane Austen

 

Jane Austen nasce a Steventon, il 16 dicembre del 1775, e muore a Winchester, il 18 luglio del 1817; è stata una grande scrittrice inglese, di spicco nella narratica neoclassica e tra le autrici più famose nell’intero panorama letterario mondiale della seconda metà del Settecento.

L’estratto sopra riportato si ritrova nel libro “L’abbazia di Northanger”.

Il significato rimanda al senso che per la Austen avevo l’amore: un sentimento senza misura e senza maniera, al di là di qualsiasi condizione,  a prescindere da tutto quanto il resto.

 

 

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“L’amicizia è certamente il balsamo più soave per le ferite di un amore deluso”. Jane Austen

Jane Austen: “L’amicizia è certamente il balsamo più soave per le ferite di un amore deluso”.

“L’amicizia è certamente il balsamo più soave per le ferite di un amore deluso”.

Jane Austen

 

Jane Austen è stata un grande scrittrice inglese della fine del Settecento.

Nata a Steventon, nel 1775, e morta nel Winchester, nel 1817, pur vivendo nel periodo delle guerre Napoleoniche, non ha mai trattato argomenti bellici nei suoi romanzi, piuttosto storie di vita quotidiana, d’amore e incentrate su donne come eroine alla ricerca del sogno della felicità.

Questo estratto sopra riportato viene dal libro “L’abbazia di Northanger”.

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"Le donne si immaginano che l’ammirazione significhi più di quello che è. E gli uomini si danno un gran da fare perché esse se lo immaginino”. Jane Austen

Jane Austen: “Le donne si immaginano che l’ammirazione significhi più di quello che è. E gli uomini si danno un gran da fare perché esse se lo immaginino”.

“Le donne si immaginano che l’ammirazione significhi più di quello che è.

E gli uomini si danno un gran da fare perché esse se lo immaginino”.

 

Jane Austen

 

Jane Austen nasce a Steventon nel 1775 e muore a Winchester nel 1817.

Grande scrittrice inglese della narrativa neoclassica, la Austen descrive le sue protagonista come eroine, senza risparmiarsi su ironia, pregi e difetti.

Le battute sarcastiche vengono utilizzate spesso come metodo narrativo, al fine di descrivere perfettamente i personaggi, senza lunghe ed inutili dissertazioni.

L’estratto sopra riportato è stato estrapolato dal romanzo “Orgoglio e pregiudizio“.

 

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