Pirandello: "Quando i molti governano, pensano solo a contentar sé stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà".

Pirandello: “Quando i molti governano, pensano solo a contentar sé stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà”.

Quando i molti governano, pensano solo a contentar sé stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà.
(Luigi Pirandello)

Luigi Pirandello nasce ad Agrigento il 28 giugno 1867 e muore a Roma il 10 dicembre 1936; è stato un drammaturgo, scrittore, poeta italiano.

Per la sua produzione e le tematiche è considerato tra i più importanti drammaturghi del XX secolo.

Tra le sue opere spiccano diverse novelle e racconti brevi e all’incirca 40 drammi, l’ultimo dei quali incompleto.

L’infanzia di Pirandello fu serena, ma come lui stesso ha raccontato fu caratterizzata dalla difficoltà di comunicare con gli adulti, in particolare con il padre. Questo stimolò Pirandello a studiare, perfezionare la sua capacità espressiva e il modo di comportarsi con gli altri.

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"La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”

Luigi Pirandello: “La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”

“La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”
(Luigi Pirandello)

Luigi Pirandello, nato a Girgenti nel 1867, è stato uno tra i più importanti drammaturghi, scrittori e poeti italiani tra Ottocento e Novecento.

Ricordato ancora oggi come uno tra i più noti drammaturghi del XX secolo, di lui ci restano non solo drammi ma anche romanzi, novelle . Dal 1883 al 1912, invece, la produzione letteraria meno conosciuta dal grande pubblico: quella delle poesie.

Queste, contrariamente alla composizione teatrale, non esprimono alcun tentativo di rinnovamento sperimentale estetico, ma seguono le forme e i metri tradizionali della lirica classica.

Questo piccolo estratto sopra riportato è stato preso dal dramma più famoso di Luigi Pirandello: “Sei personaggi in cerca d’autore”. Rappresentato per la prima volta il 9 maggio 1921 a Roma, Teatro Valle, fece così tanto scalpore che, nel 1925, in occasione della terza edizione dell’opera, Pirandello aggiunse una prefazione in cui chiariva genesi, tematiche e intenti del suo dramma.

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"C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.”

Luigi Pirandello: “C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.”

 “C’è una maschera per la famiglia,
una per la società,
una per il lavoro.
E quando stai solo, resti nessuno.”
(Luigi Pirandello. Uno, nessuno e centomila )

Luigi Pirandello, uno tra i più importanti drammaturghi e scrittori del XX secolo, vince il Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Tra i suoi lavori spiccano 7 romanzi, tutti scritti nel primo ventennio del Novecento, diverse novelle e racconti brevi (in italiano e dialetto siciliano) e circa 40 drammi, l’ultimo dei quali incompleto.

Questa frase sopra riportata è stata presa da uno tra i romanzi più famosi di Pirandello: “Uno, nessuno e centomila”. Iniziato già nel 1909 e rimasto a lungo in gestazione, uscì solo nel dicembre 1925 sotto forma di romanzo a puntate, nella rivista La Fiera Letteraria, e in volume nel 1926.

Qui, l’autore, utilizza l’umorismo come modalità di racconto più idonea a parlare dell’uomo contemporaneo nei suoi molteplici aspetti.

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Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io.

Prima di giudicare la mia vita
o il mio carattere mettiti le mie scarpe,
percorri il cammino che ho percorso io.
Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate.
Vivi gli anni che ho vissuto io
e cadi là dove sono caduto io
e rialzati come ho fatto io.

Questa frase, che si trova molto spesso in rete e sui social , con molte condivisioni, viene quasi sempre attribuita a Luigi Pirandello, ma non ci sono prove che provenga da qualche opera dello scrittore e drammaturgo siciliano, Premio Nobel per la Letteratura nel 1934.

A farci propendere ulteriormente per l’attribuzione apocrifa, possiamo trovarne la prima parte anche in molti siti web in lingua inglese come proverbio indiano , ripreso in via indiretta anche dai Depeche Mode nella canzone Walking on my shoes :

Before you judge my life, my past or my character
walk in my shoes,
walk the path I have traveled,
live my sorrow, my doubts, my fear, my pain and my laughter.

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Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti. ( Luigi Pirandello )

Luigi Pirandello: Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti

Imparerai a tue spese
che nel lungo tragitto della vita
incontrerai tante maschere e pochi volti.

( Luigi Pirandello )

Questa citazione è di Luigi Pirandello, scrittore, poeta e autore teatrale italiano vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934. Pirandello nacque ad Agrigento , in Sicilia , nel 1867 e morì a Roma nel 1937. La distanza tra l’apparente modo di comportarsi di una persona e le sue diverse personalità, come di fronte a persone che indossano una maschera o più di una maschera, è centrale nella riflessione di Pirandello e trova la sua massima espressione nel Romanzo “Uno, nessuno e centomila”.

La riflessione sulla comunicazione e sulle relazioni interpersonali iniziarono in Pirandello sin dalla sua infanzia, condotta in Sicilia in una famiglia benestante e di collocazione alto-borghese : il padre Stefano era un commerciante di zolfo e proprio con lui Pirandello ammise successivamente di avere avuto difficoltà a comunicare e relazionarsi. Incomprensioni che proseguirono in famiglia da adulto, allorché la moglie Maria Antonietta Portulano lo rese oggetto di gelosia paranoica e delirante, che la condusse nel 1919 in un ospedale psichiatrico dove resterà fino alla morte. Queste esperienze fecero avvicinare Pirandello alla scoperta delle teorie della psicanalisi di Sigmund Freud, che influenzeranno indirettamente parte delle sue opere.

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