"Perchè quasi niente quanto la guerra e niente quanto una guerra ingiusta frantuma la dignità dell'uomo". Oriana Fallaci

Oriana Fallaci: “Perchè quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell’uomo”.

“Perché quasi niente quanto la guerra,
e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell’uomo”.
(Oriana Fallaci)

Questa frase è di Oriana Fallaci. Nata nel 1929 e morta nel 2006, Oriana Fallaci è stata una giornalista, scrittrice e attivista italiana.

Fin da piccola il padre antifascista la coinvolse nella lotta resistenziale, affidandole compiti di vedetta. Successivamente la Fallaci diventò membro del corpo dei volontari per la libertà contro il nazismo. Terminata la guerra, Oriana decise di dedicarsi alla scrittura, prima in maniera giornalistica per poi approdare in un secondo momento alla stesura di veri e propri libri e romanzi.

Da rilevare è il fatto che la sua scrittura nasca sempre da motivazioni etico-morali. I suoi libri hanno avuto così successo che sono stati pubblicati in più di trenta paesi.

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"Che senso ha rispettare chi non rispetta noi? Che senso ha difendere la loro cultura o presunta cultura quando essi disprezzano la nostra?" Oriana Fallaci

Oriana Fallaci: “Che senso ha rispettare chi non rispetta noi? Che senso ha difendere la loro cultura o presunta cultura quando essi disprezzano la nostra?”

Che senso ha rispettare chi non rispetta noi?

Che senso ha difendere la loro cultura o presunta cultura quando essi disprezzano la nostra?”

Oriana Fallaci

Questa frase è di Oriana Fallaci nata a Firenze nel 1929 e morta nel 2006 dopo aver combattuto a lungo contro il cancro.

All’inizio esordì come giornalista per il quotidiano fiorentino “Mattino dell’Italia centrale”.

Nel 1954 iniziò a lavorare per “L’Europeo”, finchè nel 1962 uscì il suo primo libro “Penelope alla guerra”, a cui ne seguirono molti altri.

Negli ultimi anni la Fallaci ha suscitato sia elogi che contestazioni nel mondo politico e nell’opinione pubblica per le sue posizioni contro il fondamentalismo islamico e l’incapacità della civiltà occidentale di difendersi da tale pericolo.

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"Se una persona ha talento, puoi chiederle la cosa più banale del mondo: ti risponderà sempre in modo brillante e profondo. Se una persona è mediocre, puoi porle la domanda più acuta del mondo : ti risponderà sempre in modo mediocre." (Oriana Fallaci)

Oriana Fallaci: “Se una persona ha talento, puoi chiederle la cosa più banale del mondo: ti risponderà sempre in modo brillante e profondo”.

“Se una persona ha talento, puoi chiederle la cosa più banale del mondo: ti risponderà sempre in modo brillante e profondo.
Se una persona è mediocre, puoi porle la domanda più acuta del mondo : ti risponderà sempre in modo mediocre.”
(Oriana Fallaci)

Questa frase è di Oriana Fallaci, nata a Firenze nel giugno del 1929 e morta, sempre a Firenze nel 2006, dopo una lunga malattia e una lunga permanenza negli Stati Uniti.

La Fallaci è una tra le giornaliste italiane più conosciute ed apprezzate nel mondo, fu una delle prime donne a lavorare come inviata speciale su un fronte di guerra per una testata giornalistica. Il giornalismo per la Fallaci fu solo un compromesso per arrivare alla scrittura. Negli anni Settanta divenne nota per le sue celebri interviste.

Nel 1962 pubblicò il suo primo romanzo, “Penelope alla guerra”. Dopo l’attentato alle torri gemelle dell’11 Settembre 2001 pubblicò “La rabbia e l’orgoglio” . Il libro nacque da una lettera/opinione che l’allora direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, le chiese a margine dell’attentato.

Una parte dell’opinione pubblica contestò La Rabbia e l’Orgoglio per via delle accese critiche all’islam, ma molti dei concetti ivi espressi si rivelarono successivamente profetici.

Una frase molto simile su talento e genio è la seguente di Charles Bukowski :

Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice. ( Charles Bukowski )

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"Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie. Lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità." ( Oriana Fallaci )

Oriana Fallaci: “Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie. Lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità”.

“Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie.

Lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

( Oriana Fallaci )

Questa frasi è di Oriana Fallaci , scrittrice e giornalista nata a Firenze nel 1929 e morta nel 2006 .

La Fallaci partecipò giovanissima alla resistenza col compito di staffetta, dopo aver ottenuto la maturità classica iniziò a dedicarsi al giornalismo per un quotidiano fiorentino, finché nel 1954 approdò all’Europeo. Nel 1961 realizzò un reportage sulla condizione della donna in Oriente, che possiamo considerare il primo successo editoriale della Fallaci scrittrice, “Il sesso inutile”. Di lì a poco pubblicò il suo primo romanzo “Penelope alla guerra”, a cui ne seguirono molti altri. All’attività di reporter e scrittrice hanno fatto seguito anche interviste importanti a personaggi principali dell’epoca come: Federico Fellini, Indira Gandhi, Gheddafi e l’ayatollah Khomeini.

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Scrivi sempre la verità. Assomiglia ai ferri chirurgici: fa male, ma guarisce. ( Oriana Fallaci )

Oriana Fallaci: “Scrivi sempre la verità. Assomiglia ai ferri chirurgici: fa male, ma guarisce.”

“Scrivi sempre la verità.
Somiglia ai ferri chirurgici: fa male ma guarisce.”

( Oriana Fallaci )

Questa frase è di Oriana Fallaci che nasce a Firenze il 29 giugno 1929 e muore nel 2006.Da giovanissima partecipò alla Resistenza tanto che le venne conferito a soli 14 anni un riconoscimento d’onore dell’esercito italiano.  Nel corso della sua vita prima si dedicò al giornalismo , fu la prima donna ad andare al fronte in qualità di inviata, poi invece approdò alla scruttura. Con i suoi dodici libri ha venduto circa venti milioni di copie in tutto il mondo.

Durante gli ultimi anni di vita hanno fatto molto discutere le sue dure posizioni contro l’islam, dopo gli attentati alle Torri gemelle dell 11 dicembre 2001 , che funsero da incipit all’articolo “La Rabbia e L’Orgoglio” , scritto inizialmente per il Corriere della Sera e poi confluito nell’omonimo libro.

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Oriana Fallaci: “La vita ha 4 sensi: amare, soffrire,lottare e vincere. Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince. Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre.

“La vita ha 4 sensi : amare, soffrire, lottare e vincere.
Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince.
Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre.”

( Oriana Fallaci )

Questa questa frase è di Oriana Fallaci , nata a Firenze nel 1929 e morta nel 2006 , sempre a Firenze dopo una lunga malattia e dopo aver vissuto a lungo negli USA.

La Fallaci è stata una grande attivista, giornalista, scrittrice italiana. Fu una delle prime giornaliste  a lavorare come inviata speciale su un fronte di guerra per conto di un giornale. Il giornalismo per la Fallaci all’inizio fu solo un compromesso, un mezzo per arrivare alla scrittura. Infatti nel 1962 pubblicò il suo primo romanzo, Penelope alla Guerra. Ne seguirono tanti altri  , sia romanzi che saggi , che divennero famosissimi tanto da essere tradotti in diverse lingue.

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"Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre." ( Oriana Fallaci )

Oriana Fallaci Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.

“Vi sono momenti, nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo.
Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

( Oriana Fallaci )

Questa frase è di Oriana Fallaci, scrittrice, giornalista e attivista italiana nata a Firenze nel 1929 e morta nel 2006, sempre a Firenze. La Fallaci partecipò giovanissima alla Resistenza, quindi si dedicò prima al giornalismo, poi alla scrittura. Fu una della prime donne a farsi strada in un mondo che alle donne sembrava precluso, come quello del giornalismo di guerra.

Sostenne delle posizioni radicali e politicamente scorrette, che da una parte le attirarono pesanti critiche e contestazioni , soprattutto a sinistra, ma dall’altra la fecero entrare nel cuore di molti lettori vendendo milioni di copie. Anche il libro da cui è tratta questa citazione, La Rabbia e l’Orgoglio, è un esempio di queste opere contestate: ebbe origine da un articolo per Il Corriere della Sera scritto all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 Settembre 2001.

 

 

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