Video frasi, aforismi e citazioni di Luciano Ligabue

Charles Bukowski: Video di frasi, aforismi e citazioni di Charles Bukowski

Per gli amanti dello scrittore americano Charles Bukowski, ecco un video che raccoglie alcune delle migliori frasi , citazioni e aforismi di Bukowski. E’ tratto dal canale Youtube di Messaggi-online.it . Se ti piace e ne vuoi scoprire altri, non dimenticarti di iscriverti al canale e attivare le notifiche .

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Non capisco più se non trovo quello che voglio o se rendo le mie voglie talmente elaborate da rendermi impossibile soddisfarle. Insomma, una specie di alibi del cazzo. (Charles Bukowski)

Charles Bukowski: “Non capisco più se non trovo quello che voglio o se rendo le mie voglie talmente elaborate da rendermi impossibile soddisfarle. Insomma, una specie di alibi del cazzo”.

Non capisco più se non trovo quello che voglio o se rendo le mie voglie talmente elaborate da rendermi impossibile soddisfarle.
Insomma, una specie di alibi del cazzo.
(Charles Bukowski)

Questa frase è di Charle Bukowsky, noto anche con il nome di Heinrich Karl Bukowski, ovvero il suo alterego letterario.

Bukowsky nasce a Andernach in Germania nel 1920 e muore a San Pedro nel 1994, a causa di una leucemia fulminante.

Il nostro autore è considerato uno dei maggiori esponenti del “Realismo sporco”, corrente letteraria che si diffonde negli anni Settanta negli Stati Uniti.

Nelle sue opere, di carattere prettamente autobiografico, Bukowsky descrive in modo realistico  e diretto le sue esperienze sessuali, la sua vita segnata dall’abuso dell’alcol e dalla violenza.

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Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice. ( Charles Bukowski )

Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice. ( Charles Bukowski )

Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice.
( Charles Bukowski )

Charles Bukowski  nasce a Andernach, in Germania, il 16 agosto del 1920 e muore a Los Angeles, negli Stati Uniti, il 9 marzo del 1994 . E’ stato un poeta e scrittore statunitense, ha scritto centinaia di racconti, migliaia di poesia e sei romanzi.

Una delle opere di Charles Bukowski è “Post Office”, romanzo pubblicato nel 1971. Così come in quasi tutti i romanzi di Bukowski,  il protagonista e Henry Chinasky, postino ubriacone di Los Angeles con la passione per le corse dei cavalli. “Post Office” è un romanzo diretto e sincero, quasi cinico, l’impronta digitale del suo autore, allo stesso tempo capace di emozionare ma anche di sorprendere.

Per approfondire, ti consigliamo questo link dove acquistare online le opere di Bukowski, e di seguito il link per acquistare il romanzo Post Office:

Post Office – Charles Bukowski ( Tea Editore )

 

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Charles Bukowski:"Ci creiamo il nostro inferno e poi diamo la colpa agli altri".

Charles Bukowski:”Ci creiamo il nostro inferno e poi diamo la colpa agli altri”.

“Ci creiamo il nostro inferno e poi diamo la colpa agli altri”
(Charles Bukowski)

Charles Bukowski è stato uno scrittore, poeta e aforista statunitense, nato ad Andernach in Germania nel 1920 e morto a Los Angeles nel 1994.

Bukowski fu uno scrittore molto prolifico : scrisse sei romanzi, centinai di racconti e migliaia di poesie. Nelle sue opere ricorre all’esperienza, alle emozioni e alla  fantasia utilizzando un linguaggio diretto, violento,  crudo. Per questo motivo la corrente letteraria a cui è associato è quella del realismo sporco.

Il contenuto delle sue opere è strettamente legato dalla sua vita privata, profondamente segnata dal’abuso di alcol, dalle esperienze sessuali descritte senza tanti eufemismi e dal suo difficile rapporto con il genere umano, tipicamente misantropico.

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Charles Bukowsky:"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto".

Charles Bukowsky: “La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto”.

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto”.

(Charles Bukowsky)

Charles Bukowsky nasce in Germania nel 1920 e muore negli Stati Uniti nel 1994. E’ stato un cosiddetto scrittore underground, esponente della corrente letteraria del “Realismo sporco” che prende vita negli anni ’70 negli stati Uniti.

Bukowski inizia a bere a tredici anni, cercando di affogare nell’alcool la sua adolescenza infelice e solitaria. Questo vizio lo accompagnerà per tutta la vita. La sua vita sentimentale dopo la morte di Jane Cooney Baker , che considerò il suo primo amore e la più grande delle sue muse,  fu contraddistinta da una grande promiscuità sessuale, storie di poco conto e brevi che gli forniscono materiale per i sui scritti.

Infatti le sue opere sono di carattere strettamente autobiografico e parlano con schiettezza del suo rapporto morboso col l’alcol e della sua vita sessuale srregolata. Sulla sua lapide si può leggere la frase “Don’t Try”( Non provarci ) rivolta  ai nuovi aspiranti scrittori che troviamo in una sua poesia, “Rotola i dadi”.

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La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?

Charles Bukowsky: “La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?

“La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?”

(Charles Bukowsky)

Charles Bukowsky nasce  ad Andernach in Germania nel 1920 e muore a Los Angeles nel 1994. E’ stato uno scrittore, poeta e aforista statunitense , esponente del “Realismo Sporco”.

A tredici anni inizia a bere e questo vizio lo accompagnerà per tutta la sua esistenza. Ciò che spinge a scrivere il nostro autore non è solo una linfa creativa ma anche una rabbia, un’amarezza di fronte ai torti  e all’insensibilità degli uomini. Le sue opere  sono prevalentemente autobiografiche e trattano temi forti come il sesso, l’abuso di alcool, le corse dei cavalli, le vite vissute ai margini. Il linguaggio utilizzato da Bukowsky è duro, schietto per questo egli viene considerato uno  esponenti della scrittura underground.

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"Tutto si riduce all'ultima persona a cui pensi la notte, è lì che si trova il cuore".

Charles Bukowski: “Tutto si riduce all’ultima persona a cui pensi la notte, è lì che si trova il cuore”.

“Tutto si riduce all’ultima persona a cui pensi la notte, è lì che si trova il cuore”.
( Charles Bukowski )

Questa frase è di Charles Bukowski . Noto anche con lo pseudonimo di Henry Chinaski , Bukowski è stato uno scrittore e un poeta statunitense di origini tedesche. Nacque infatti ad Andernach il 16 agosto 1920 e morì a Los Angeles il 9 marzo 1994.

Nel corso della sua vita ha scritto sei romanzi e centinaia di racconti e di poesie. Le sue opere sono spesso autobiografiche e raccontano i suoi rapporti burrascosi con le persone, la sua dipendenza dall’alcol e le sue svariate esperienze sessuali. Nel 1988 Bukowski  si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e a pubblicare fino a che a 73 anni, quando muore colpito da una leucemia fulminante. I funerali vennero officiati da monaci dediti al buddismo , al quale l’autore si era avvicinato negli ultimi anni della sua vita.

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"Adoro quelli che si sentono fuori posto, con loro mi sento sempre al posto giusto"

Charles Bukowski: “Adoro quelli che si sentono fuori posto, con loro mi sento sempre al posto giusto”.

“Adoro quelli che si sentono fuori posto, con loro mi sento sempre al posto giusto”.
( Charles Bukowski )

Questa frase è di Charles Bukowski , noto anche con lo pseudonimo Henry Chinaski che è il suo alter ego letterario.

Bukowski nasce a Andernach nel 1920 e muore nel 1994 a Los Angeles. Durante l’adolescenza soffrì di timidezza e di solitudine a tredici-quattordici anni bevve per la prima volta, grazie al suo amico William “Baldy”Mullinax, figlio di un chirurgo alcolizzato. L’alcool fu l’inizio di un vizio che accompagnò tutta la vita Bukowski.

A 24 anni scrisse i primi suoi racconti, ma non riuscendo a sfondare si rassegnò e smise di scrivere per quasi un decennio. Successivamente riprese a scrivere e compose più di sei romanzi e centinaia di racconti e di poesie. I contenuti di queste opere sono di carattere autobiografico e parlano del suo rapporto morboso con l’alcol, delle sue svariate esperienze amorose e del suo difficile rapporto con le persone. A 73 anni morì a causa di una leucemia fulminante.

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"Volevo urlare quello che sentivo, ma sono rimasto zitto per paura di non essere capito".

Charles Bukowski: “Volevo urlare quello che sentivo, ma sono rimasto zitto per paura di non essere capito”.

“Volevo urlare quello che sentivo, ma sono rimasto zitto per paura di non essere capito”.
( Charles Bukowski )

Questa frase è di Charles Bukowski , scrittore e aforista nato ad Andernac, in Germania, nel 1920 e morto a Los Angeles, negli Stati Uniti, nel 1964.

Bukowski è uno dei massimi esponenti della corrente letteraria nata negli anni settanta negli Stati Uniti definita “realismo sporco”. Bukowski infatti racconta nelle sue opere la sua esistenza fuori dagli schemi convenzionali negli ambienti più malfamati degli Stati Uniti.

I suoi scritti sono tutti di carattere autobiografico e parlano senza mezzi termini del suo rapporto morboso con l’alcol , delle sue svariate esperienze sessuali e del suo conflittuale rapporto con il genere umano.

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"Era bello stare insieme e bastava”

Charles Bukowski: “Era bello stare insieme e bastava”

“Era bello stare insieme e bastava”

          (Charles Bukowski)

Charles Bukowski, autore di sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, viene ancor oggi ricordato come grande poeta e scrittore senza tempo. Le sue tematiche principali vertono sui rapporti che l’autore stesso aveva con il mondo e le persone attorno a lui, rapporti tempestosi dettati anche da un attaccamento morboso all’alcool.

L’estratto qui riportato viene da un periodo più lungo e facente parte di Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni”, raccolta di racconti, alcuni dei quali in chiave autobiografica, pubblicata per la prima volta interamente nel 1972. Prima pubblicati su diverse riviste, tra le quali una underground di Los Angeles: Open City.

L’intero periodo viene riportato qui di seguito:

“Era bello stare insieme e bastava. Comprai un paio di panini, patatine e da bere, e mangiammo in riva al mare, poi dormimmo abbracciati per un’oretta. Era in un certo qual modo anche meglio che far l’amore. E le ore filavano via stando insieme senza alcuna tensione.”

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"Non c’è vuoto più grande di quando qualcuno entra nella tua vita, te la scombussola e poi se ne va”

Charles Bukowski: “Non c’è vuoto più grande di quando qualcuno entra nella tua vita, te la scombussola e poi se ne va”

“Non c’è vuoto più grande di quando qualcuno entra nella tua vita, te la scombussola e poi se ne va”

          (Charles Bukowski)

Henry Charles “Hank” Bukowski Jr., noto anche con lo pseudonimo Henry Chinaski, suo alter ego letterario, nato nel 1920 e scomparso nel 1994, è stato un poeta e scrittore tedesco.

Definito anche poeta del realismo sporco, i suoi temi si centrano soprattutto sulla donna, sulla notte, sull’alcool e sulla follia del genere umano. I suoi romanzi e le sue poesie sono zeppe di aforismi che, ancora oggi, si possono trovare scritti sui social e persino sui muri di quartieri tra le più grandi città.

In questo riportato sopra, ad esempio, Bukowski mette in evidenza di come la mancanza di una persona possa determinare quel tipo di vuoto che, prima di essa, nonostante ci fosse già, era decisamente minore e più tollerabile.

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"Avrei potuto anche accontentarmi ma è così che si diventa infelici”

Charles Bukowski: “Avrei potuto anche accontentarmi, ma è così che si diventa infelici”

“Avrei potuto anche accontentarmi, ma è così che si diventa infelici”

         (Charles Bukowski)

Importante poeta e scrittore di origine tedesca, Charles Bukowski fonda il suo stile su un linguaggio diretto, violento e sessuale. Diversi critici ritengono che, a volte, nella satira risulti piuttosto offensivo. Altri, invece, sostengono che Bukowski sia riuscito a dipingere perfettamente il maschilismo attraverso i suoi riferimenti al sesso, all’abuso di alcool e alla violenza.

Molte tra le sue citazioni mettono in evidenza la forza d’animo del grande scrittore. Questa riportata qui sopra, ad esempio, con la frase “devi accontentarti”, o “bisogna accontentarsi”, significa doversi mettere in condizioni passive di fronte a qualcuno o qualcosa; momento in cui stiamo subendo passivamente, senza fare nessuna scelta, prendere una decisione o poter fare qualcosa che possa, eventualmente, cambiare le cose.

Quindi, proprio come ci suggerisce il nostro Bukowski, è decisamente meglio non accontentarsi per non diventare, poi, infelici e costretti in qualcosa che non vogliamo realmente.

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