“Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi”
( Cesare Pavese )

Questa frase è di Cesare Pavese, scrittore, poeta e critico letterario italiano nato a Santo Stefano Belbo il 9 settembre del 1908 e morto suicida a Torino il 27 Agosto del 1950.

Malgrado l’agiatezza economica, l’infanzia di Cesare Pavese non fu molto felice. Prima di lui morirono due fratelli e la madre alla sua nascita, a causa della sua salute cagionevole, lo diede in affidamento a due balie. Quando aveva solo cinque anni il padre di Cesare morì , la madre si occupò da sola della sua educazione , che fu molto rigorosa e ciò contribuì ad accentuare il suo carattere introverso ed  instabile.

L’apice della sua carriera letteraria si ebbe con l’aggiudicazione del Premio Strega, nel 1950, per la raccolta di romanzi “La Bella Estate”. Nell’Agosto dello stesso anno morì suicida, probabilmente per la delusione dell’amore non corrisposto verso l’attrice statunitense Constance Dowling. Celebre diventerà anche il biglietto con l’ultimo messaggio lasciato a familiari e conoscenti : “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”.

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