Le molte trasformazioni sociali, il cambiamento palese delle abitudini e dei costumi e l’introduzione di altre occasioni che provengono dal movimento dei lavoratori per far sentire la propria voce e i propri bisogni, hanno trasformato le tradizionali forme di celebrazione del Primo Maggio. Se prima la festa dei lavoratori era un’occasione enorme di discesa in piazza e di presa di posizione politica, ai comizi e alle marce si sono aggiunti i concerti.
Oggi esiste un’unica grande manifestazione unitaria per la festa dei lavoratori a livello sindacale, e il grande concerto rock che Cgil, Cisl e Uil organizzano per i giovani a Roma è il coronamento dello spirito del Primo Maggio come giorno di festa e anche di riflessione politica.
Ma la strada è stata veramente molto lunga e prende più di un secolo di storia: nata nel 1890 a livello internazionale, dopo un brutale stop nel ventennio fascista, il primo maggio del 1945, partigiani e lavoratori si ritrovano insieme nelle piazze d’Italia in un clima di totale entusiasmo e unità.
Ma due anni dopo la data è di nuovo segnata dal sangue e dal clima di grande tensione: la strage di Portella della Ginestra, dove gli uomini del bandito Giuliano uccidono molti dei lavoratori che stavano partecipando ad un comizio per la festa. Nel 1948, la discesa in piazza in questa fatidica data mostra anche una profonda scissione nel mondo dei lavoratori che porterà poi alla divisione sindacale.
Trent’anni dovranno passare prima che i lavoratori di ogni tendenza politica celebrino assieme e uniti la loro festa: il 1970 saluta con il primo maggio il ritorno ad una unità che ancora oggi è palese in questa celebrazione così amata.
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