Category Citazioni sulla vita e sull’uomo

Cadere non è un fallimento. Il fallimento è rimanere là dove si è caduti. (Socrate)

Cadere non è un fallimento. Il fallimento è rimanere là dove si è caduti. (Socrate)

Cadere non è un fallimento.
Il fallimento è rimanere là dove si è caduti.
(Socrate)

Questa citazione è di Socrate che è stato un filosofo greco , uno dei più grandi filosofi della tradizione occidentale.  Nasce ad Atene intorno al 470 AC  e muore, sempre ad Atene, nel 399 AC . Il suo metodo si basava sul dialogo, attraverso il quale Socrate cercava di tirare fuori dai suoi allievi pensieri personali, anziché imporli come altre teorie filosofiche del tempo. Socrate definisce questa tecnica “maieutica”, cioè “arte della levatrice”, facendo riferimento al mestiere della madre, ostetrica. Come la levatrice favorisce la partoriente nella nascita del proprio figlio, il maestro favorisce nell’allievo il sorgere di propri pensieri attraverso il dialogo.

Socrate fu sposato con Santippe, dalla quale ebbe tre figli. Santippe ebbe fama di donna insopportabile e secondo alcuni aneddoti si dice che Socrate passasse tutto il tempo a filosofare in giro per non dover tornare a casa dalla moglie. Socrate stesso disse che se aveva imparato  a vivere con lei, era diventato capace di vivere con ogni alto essere umano, come un domatore che avesse imparato  a domare i cavalli selvaggi , si sarebbe trovato a suo agio con tutti.

Il fallimento, la caduta e la resilienza sono concetti che tornano spesso in aforismi e citazioni di ogni epoca storica. Due aforismi dal significato simile sono ad esempio i seguenti di Winston Churchill :

Il successo è la capacità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo. ( Winston Churchill )

Winston Churchill : Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale: quello che conta è il coraggio di andare avanti .

Condividilo:

Gli uomini di genio sono incapaci di studiare in gioventù perché sentono inconsciamente che bisogna imparare tutto in modo diverso da come lo impara la massa. (Lev Tolstoj)

Lev Tolstoj: Gli uomini di genio sono incapaci di studiare in gioventù perché sentono inconsciamente che bisogna imparare tutto in modo diverso da come lo impara la massa.

Gli uomini di genio sono incapaci di studiare in gioventù, perché sentono inconsciamente che bisogna imparare tutto in modo diverso da come lo impara la massa.
(Lev Tolstoj)

Lev Tolstoj nasce in Russia il 9 settembre del 1828 e muore il 20 novembre del 1910 ad Astàpovo ed è stato un grande scrittore, filosofo, educatore e attivista russo.

Tolstoj già da giovane, in patria, ottenne un discreto successo grazie a una serie di racconti sulla realtà della guerra ,l nome di Tostoj acquistò presto anche una risonanza mondiale con le opere “Guerra e pace” e “Anna Karenina”, a cui seguirono altri romanzi sempre più rivolti all’introspezione dei personaggi e alla riflessione morale. La sua fama è legata anche al suo pensiero pedagogico, filosofico e religioso.

Condividilo:

Aristotele:"L'uomo è per natura un animale destinato a vivere in comunità".

Aristotele:”L’uomo è per natura un animale destinato a vivere in comunità”.

“L’uomo è per natura un animale destinato a vivere in comunità”
(Aristotele)

Aristotele nasce a Stagira nel 384 A.C. e muore a Calcide nel 322 A.C. : è stato un grande filosofo, logico e scienziato greco. Assieme a Platone e Socrate è considerato uno dei fondatori del pensiero occidentale.

Aristotele intorno al 335 fondò una propria scuola ad Atene, detta “Peripatio, dal greco passeggiare. Il nome che indicava la parte del giardino col colonnato coperto dove il maestro e i suoi discepoli discutevano camminando.  Sulla scuola si hanno notizie vaghe: i pasti venivano consumati in comune, come facevano i pitagorici, e ogni mese si organizzava un simposio filosofico guidato dal maestro. Le Lezioni avevano luogo la mattina, mentre il pomeriggio e la sera Aristotele teneva delle conferenze aperte al pubblico dove si parlava di politica, retorica ma anche di metafisica e di logica.

Condividilo:

Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti. (Hernest Hemingway)

Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti. (Hernest Hemingway)

Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti.
(Hernest Hemingway)

Questa frase è di Hernest Hemingway , che è stato un giornalista e scrittore statunitense. Nasce a Oak Park , nell’Illinois, nel 1899 e muore a Ketchum , nell’Idhao, nel 1961. . Condusse una vita sociale turbolenta e raggiunse già in vita una grande fama, ricevendo nel 1953 il Premio Pulitzer per “Il vecchio e il mare” e il Premio Nobel per la letteratura nel 1954.

Il suo genio letterario si espresse già in età precoce. Dopo aver frequentato la scuola elementare, fu iscritto alla “Municipal High School” . Qui due insegnanti compresero subito le sue capacità letterarie e lo spinsero a dedicarsi alla scrittura. I sui primi racconti e articoli vennero così pubblicati sui giornali scolastici. Dopo il diploma rifiutò di iscriversi all’università e per  affermare la sua indipendenza andò ad abitare a Kansas City dove ottenne il primo lavoro di giornalista per il quotidiano locale.

Condividilo:

Aristotele:"Le persone perfette non combattono, non mentono, non comettono errori e non esistono".

Aristotele: “Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono”.

“Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono”
(Aristotele)

Aristotele nasce a Stagira nel 384 A.C. e muore a Calcide nel 322 A.C. E’ stato un grande filosofo, scienziato e logico greco. Assieme al suo maestro Platone e a Socrate è considerato uno dei padri del pensiero occidentale.

Aristotele dopo aver frequentato la scuola di Platone, e dopo aver fatto il precettore di Alessandro Magno per tre anni nel 335 a. C. , fonda una propria scuola chiamata “Peripatio”, nome che indica il giardino dove il maestro e i discepoli  camminavano discutendo. La scuola viene finanziata da Alessandro  e vengono promosse  materie scientifiche quali la zoologia, botanica e l’astronomia.

Nel 323 muore Alessandro Magno e ad Atene si manifestano i mai sopiti odi contro i Macedoni, pertanto Aristotele viene guardato con ostilità per il suo legame con i macedoni e viene così accusato di empietà. Allora lascia Atene con la sua famiglia e si rifugia a Calcide, dove morirà l’anno dopo probabilmente per una malattia allo stomaco.

Condividilo:

Steve jobs:" Non lasciare che il rumore delle opinioni altrui offuschi la tua voce interiore".

Steve jobs:” Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore”.

“Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore”.
(Steve Jobs)

Steve jobs è stato un imprenditore, informatico e inventore statunitense nato a San Francisco nel 1955 e morto a Palo Alto nel 2011. Questa frase è estratta dal suo discorso ai neolaureati dell’università di Stanford, noto anche per lo sloga finale “Stay Hungry, Stay Foolish” ( Siate affamati, siate folli ) che costituisce una sorta di testamento spirituale di Steve Jobs.

Dopo aver frequentato il liceo s’iscrisse all’università ma ben presto capì che i corsi per lui non erano sufficientemente interessanti. Iniziò così a lavorare per Atari, che produceva videogiochi, finchè nel 1967 decise con l’amico Steve Wozniak di fondare la Apple Computer

La tradizione vuole che la sede della società fu il garage di Steve Jobs e logo la mitica mela morsicata. In realtà Wozniak svelerà poi che il magazzino fungeva solo da magazzino. Vennero commercializzati i primi prodotti senza troppo successo, finché nel 1984 lanciarono Macintosh, il primo computer controllato da tastiera e mouse da cui partiranno tutti i successi futuri.

Col tempo però i rapporti con la Apple s’incrinarono e Jobs, che l’aveva creata, fu licenziato. Come racconterà nel discorso di Stanford, questo smacco si trasformò successivamente in uno stimolo creativo. Fondò infatti una nuova azienda, la Next, che poi venne comprata da Apple e così Steve Jobs tornò alla guida dell’azienda da lui fondata.

Condividilo:

Oscar Wilde:"Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle".

Oscar Wilde: “Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”.

“Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”
(Oscar Wilde)

Oscar Wilde è stato uno scrittore, poeta e saggista irlandese, esponente del decadentismo e dell’estetismo. Nacque a Dublino nel 1854 e morì a Parigi nel 1900, dove si trasferì dopo una condanna per due anni per omosessualità e si convertì in punto di morte al cattolicesimo.

Figlio di un medico, autore di diversi trattati medici e scrittore anche di archeologia di cui era appassionato, Oscar Wilde aveva poche caratteristiche in comune con il padre se non l’abilità oratoria. Era invece molto simile a sua madre, la poetessa Jane Francesca Elgee che si firmava con lo pseudonimo di “Speranza”. Le somigliava nell’aspetto fisico, nell’eccentricità del vestire, di porsi e sopratutto nell’amore per la letteratura. Dalla madre prese anche alcuni piccoli vezzi come l’abitudine a non dire la propria età. In occasione dei suoi compleanni si vestiva in lutto per la morte di un altro suo anno.

Condividilo:

"Se puoi sognarlo, puoi farlo"

Se puoi sognarlo, puoi farlo. ( Walt Disney )

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”
( Walt Disney)

Questo aforisma, nella versione originale in inglese “If you can dream it, you can do it” , è di Walt Disney, fondatore della multinazionale dell’intrattenimento Disney. Walt Disney , all’anagrafe Walter Elias Disney , nacque a Chicago nel 1901 e morì a Burbank, in California, nel 1966. E’ soprannominato “l’uomo dei sogni” e questa frase, da lui pronunciata, è emblematica di un’esistenza interamente dedicata a riempire di magia la vita di grandi e piccini.

L’inizio del successo. Mickey Mouse.

“Non dimentichiamoci che tutto è nato da un topo”, dirà con l’ironia che lo contraddistingue lo Zio Walt, poco prima di inaugurare il suo primo grande parco dei divertimenti. Ne sorgeranno altri 5, ma purtroppo Disney è scomparso nel 1966 senza mai averli visti). Dai cartoni animati, ai lungometraggi, per non parlare di tutto il merchandising e par l’appunto i parchi, tutto questo non ci sarebbe stato senza Topolino.

Oggi Disney è un marchio fra I più noti al mondo, ma nel 1928 Walt Disney attraversava un periodo di crisi profonda. Dopo essere stato abbandonato dai membri del suo staff, era rimasto da solo con la sua ambizione e con il suo fedelissimo collaboratore Ub Iwerks. Insieme a loro, un topo si affaccendava alla ricerca di briciole all’interno del suo ufficio. Questo topo lo ispirò nella creazione di Mickey Mouse, anche se secondo alcuni critici i meriti sarebbero da condividere praticamente alla pari con il disegnatore Ub Iwerks, che invece fu dai più dimenticato.

Topolino è il primo personaggio Disney a riscuotere un successo mondiale. In Italia, a distanza di 4 anni dalla sua nascita, la casa editrice Nerbini prende una decisione che segna l’anno zero nella storia del fumetto italiano: dedicare a Topolino un giornale a fumetti tutto suo, Topolino giornale. Questa testata nel 1949, già passata alla Mondadori, si trasforma in topolino libretto: il formato di Topolino che ancora oggi (2020) esce nelle nostre edicole.

Biografia di Walt Disney : Luci e ombre

Come per tutti gli uomini di grande successo, anche nella vita di Walt Disney si alternano luci ed ombre. sembra che il lavoro di alcuni suoi prolifici collaboratori, primo fra tutti il già citato Iwerks, sia stato un po’ oscurato dalla sua personalità e dal suo senso degli affari. Al punto che I nomi di questi artisti oggi restano ai più sconosciuti. C’è chi accusò Walt Disney di antisemitisimo – accuse che spesso vennero poi ritirate dagli stessi accusatori – e di razzismo, per via di alcune frasi o modi di dire che oggi non potremmo considerare politicamente corretti.

Walt Disney è morto nel 1966, per le complicanze di un tumore ai polmoni. Da poco era stato rilasciato Mary Poppins, lungometraggio innovativo che vede interagire attori in carne ed ossa con cartoni animati. Al suo funerale, all’interno di una chiesa gremita e commossa, venne eseguita la struggente feed the birds . Questa canzone fu composta dai fratelli Sherman e proprio in Mary Poppins fa da sottofondo alla scenda della cattedrale.

Condividilo:

Ligabue: "...Il destino ha la sua puntualità..."

Luciano Ligabue: “Il destino ha la sua puntualità”

“Il destino ha la sua puntualità”
( Luciano Ligabue )

Grande artista conosciuto a livello internazionale, Luciano Ligabue oggi incarna una delle maggiori figure di cantautori italiani dell’ultimo secolo. Sempre pregne di significato, le sue canzoni riportano messaggi profondi e temi particolarmente sentimentali e forti. Come il testo da cui è stato estratto il verso sopra riportato, cioè “Lettera a G”, contenuta nell’album Nome e Cognome del 2005.

Significato della canzone “Lettera a G” di Ligabue

“Lettera a G” si riferisce a Gianni, il cugino del cantante, morto a causa dello stesso male del padre, deceduto poco tempo prima.La figura di Gianni compare già in “Fuori e Dentro il Borgo”, la raccolta di racconti del cantautore, nello specifico nel racconto “Una delle storie d’amore di via Cairoli”.

Qui Ligabue ‘spiega’ proprio il significato del testo della canzone:

“G. era un cugino ma praticamente era un fratello. Era quello di cui ho parlato in “Una delle storie d’amore di via Cairoli” uno dei racconti della mia infanzia in “Fuori e dentro il borgo”. Siamo stati bambini insieme, adolescenti insieme, adulti insieme. Abbiamo avuto gli stessi sogni, desideri. A volte le stesse ragazze. Negli ultimi anni ho visto andarsene prima mio padre, poi qualcuno che ha condiviso il palco con me (D. Rad) e ora G. La sua morte mi ha spinto a una profonda riflessione sulle strade che prende la vita. E a molto altro. A livello arrangiativo, è una canzone fatta di parti eteree: la linea la dà una batteria vagamente tribale e tutto il resto sono pennellate, chitarre con delay che non hanno una vera e propria funzione armonica. Sono sottolineature, sfumature sottili, aperture delicate.”

Di seguito il video del brano “Lettera a G”, da cui è tratta questa citazione :

Condividilo:

Alexandre Dumas:"Ho nel cuore tre sentimenti, con i quali non ci si annoia mai: la tristezza, l'amore e la riconoscenza".

Alexandre Dumas: “Ho nel cuore tre sentimenti, con i quali non ci si annoia mai: la tristezza, l’amore e la riconoscenza”.

“Ho nel cuore tre sentimenti, con i quali non ci si annoia mai: la tristezza, l’amore e la riconoscenza”
(Alexandre Dumas)

Alexandre Dumas , noto anche come Alexandre Dumas padre, per distinguerlo dal figlio omonimo e anche’egli scrittore, nasce il 24 luglio 1802 in Francia e muore il 5 dicembre 1870. E’ stato uno degli scrittori  e dei commediografi più famosi dell’800 francese.

Alexandre Dumas prese il suo cognome da sua nonna , una ex schiava haitiana: si racconta che fosse  di carattere vivace , vitale, simpatico ma menzognero e inaffidabile , tanto che gli vengono attribuite  27 amanti , due figli legittimi e 4 illegittimi.

Le sue opere più importanti furono :”I tre moschettieri” e “Il conte di Montecristo”che ottennero un grande successo di pubblico.  Dumas guadagnò con la sua attività di romanziere una fortuna, che però dilapidò spesso in viaggi, amanti, amici e vini . Così fu costretto a lasciare Parigi non per questioni politiche ma a causa dei creditori.

 

Condividilo:

Oscar Wilde: "Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto".

Oscar Wilde: “Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto”.

“Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto”.
(Oscar Wilde)

Oscar Wilde nasce a Dublino nel 1854 e muore aParigi nel 1900. E’ stato un grande scrittore, poeta, aforista e saggista britannico .

Oscar Wilde  divenne famoso per il romanzo “Il ritratto di Dorian Grey” e per la sua scrittura apparentemente spontanea ma allo stesso modo raffinata, volta a risvegliare l’attenzione dei suoi lettori e invitarli alla riflessione.

Uno degli episodi più noti della sua vita privata, di cui si trova ampia traccia nelle cronache dell’epoca è il processo e la condanna a due anni di lavori forzati per la sua omosessualità. Dopo questo periodo cadde in disgrazia e morì a Parigi, dove si era trasferito vivendo sotto mentite spoglie.

Condividilo:

"Ciò che neghi ti sottomette. Ciò che accetti ti trasforma".

Jung: “Ciò che neghi ti sottomette. Ciò che accetti ti trasforma”.

“Ciò  che neghi ti sottomette. Ciò che accetti ti trasforma”.
( Carl Gustav Jung )

Questa frase è di Carl Gustav Jung , nato in Svizzera nel 1875 e morto, sempre in Svizzera, nel 1961.

Jung è stato uno psichiatra, psicanalista e filosofo. Inizialmente vicino alle teorie di Sigmund Freud, Jung poi se ne allontanò pubblicando nel 1913 “La Libido” . Qui esprime la sua tecnica chiamata “psicologia analitica”, infatti egli applica la ricerca analitica della storia del singolo alla storia della collettività umana.

Condividilo:

"La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”

Luigi Pirandello: “La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”

“La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”
(Luigi Pirandello)

Luigi Pirandello, nato a Girgenti nel 1867, è stato uno tra i più importanti drammaturghi, scrittori e poeti italiani tra Ottocento e Novecento.

Ricordato ancora oggi come uno tra i più noti drammaturghi del XX secolo, di lui ci restano non solo drammi ma anche romanzi, novelle . Dal 1883 al 1912, invece, la produzione letteraria meno conosciuta dal grande pubblico: quella delle poesie.

Queste, contrariamente alla composizione teatrale, non esprimono alcun tentativo di rinnovamento sperimentale estetico, ma seguono le forme e i metri tradizionali della lirica classica.

Questo piccolo estratto sopra riportato è stato preso dal dramma più famoso di Luigi Pirandello: “Sei personaggi in cerca d’autore”. Rappresentato per la prima volta il 9 maggio 1921 a Roma, Teatro Valle, fece così tanto scalpore che, nel 1925, in occasione della terza edizione dell’opera, Pirandello aggiunse una prefazione in cui chiariva genesi, tematiche e intenti del suo dramma.

Condividilo:

"C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.”

Luigi Pirandello: “C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.”

 “C’è una maschera per la famiglia,
una per la società,
una per il lavoro.
E quando stai solo, resti nessuno.”
(Luigi Pirandello. Uno, nessuno e centomila )

Luigi Pirandello, uno tra i più importanti drammaturghi e scrittori del XX secolo, vince il Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Tra i suoi lavori spiccano 7 romanzi, tutti scritti nel primo ventennio del Novecento, diverse novelle e racconti brevi (in italiano e dialetto siciliano) e circa 40 drammi, l’ultimo dei quali incompleto.

Questa frase sopra riportata è stata presa da uno tra i romanzi più famosi di Pirandello: “Uno, nessuno e centomila”. Iniziato già nel 1909 e rimasto a lungo in gestazione, uscì solo nel dicembre 1925 sotto forma di romanzo a puntate, nella rivista La Fiera Letteraria, e in volume nel 1926.

Qui, l’autore, utilizza l’umorismo come modalità di racconto più idonea a parlare dell’uomo contemporaneo nei suoi molteplici aspetti.

Condividilo:

"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"

De Saint-Exupery: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” ( Il Piccolo Principe )

“Non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi.”
( Antoine De Saint-Exupery , Il Piccolo Principe )

Questa frase è di Antoine De Saint-Exupery , nato a Lione nel 1900 e morto a Marsiglia nel 1944. E’ stato un aviatore e scrittore francese, autore del famoso romanzo Il Piccolo principe.

Quest’opera racconta la storia dell’incontro nel deserto tra un aviatore e un ometto vestito da principe sceso sulla Terra dallo spazio. Si concentra sul sentimento dell’amicizia e della fratellanza. Nel 1944 Sant-Exupery scompare in volo senza lasciare traccia, così la sua sparizione misteriosa crea il mito dell’aviatore-poeta.

Condividilo:

"La gente ama molto dare ciò che avrebbe più bisogno di ricevere.”

Oscar Wilde: “La gente ama molto dare ciò che avrebbe più bisogno di ricevere.”

“La gente ama molto dare ciò che avrebbe più bisogno di ricevere.”

           (Oscar Wilde , Il ritratto di Dorian Gray)

Oscar Wilde, grande esponente del decadentismo e dell’estetismo britannici della seconda metà dell’Ottocento, è considerato, ad oggi, importante figura della letteratura e drammaturgia britannica.

Le sue opere, tra le quali, in particolare, i suoi testi teatrali, sono considerate dei veri e propri capolavori del teatro dell’Ottocento. Ma non solo, romanzi importanti sono rimasti tra le radici della storia artistica contemporanea, come “The Picture of Dorian Gray” (“Il Ritratto di Dorian Gray”), opera da dove appunto è tratta la frase qui sopra riportata.

E come molte altre opere, anche questo romanzo ha goduto di talmente tanto successo da essere riprodotto su pellicola cinematografica. In questo caso la fortuna è dovuta soprattutto al tema centrale del romanzo: lo scorrere inevitabile del tempo a cui ogni uomo, in qualsiasi punto del mondo o in qualsiasi arco di tempo storico, ha sempre cercato di rimediare attraverso imprese eroiche, guerre e così via. Un segno che potesse, in qualche modo, lasciare la sua impronta nel tempo e nello spazio. Ovviamente, questo sentimento è legato alla fugacità dell’esistenza e alla consapevolezza di avere, sempre e comunque, una fine certa.

Il significato della frase sopra riportata, fa riferimento a ciò che vogliamo davvero e che, forse inconsciamente, a volte riportiamo nella vita di tutti i giorni, offrendolo agli altri. Un vero e proprio riflesso di ciò che doniamo ma che vorremmo, noi, ricevere.

Condividilo:

Ciccio Sanchez: "...Sei come quella foto mossa, bella senza farlo apposta...".

Ciccio Sanchez: “…Sei come quella foto mossa, bella senza farlo apposta…”.

“…Sei come quella foto mossa,

bella senza farlo apposta…”.

(Ciccio Sanchez)

 

Cicco Sanchez, torinese classe 1993, è considerato uno tra i cantanti emergenti attuali nel panorama musicale pop-R’n’B. Un vero e proprio artista ibrido, che, nella sua musica, ricrea un sincretismo perfetto tra contaminazioni e influenze differenti.

Ciò che scrive ha sempre un certo tocco di poesia e significati intrinseci.

Anche la selezione delle parole è strettamente legata ad un lavoro ben preciso: abbiamo a che fare con veri e propri tecnicismi tipici del rap, su cui lo steso Sanchez si è formato.

Questo breve verso, qui sopra riportato, è stato estratto dal brano “Cose che non dovrei dirti”. Testo particolarmente sentimentale in cui confluiscono melodia pop e linguaggio urban.

In questo brano Sanchez sembra seguire, nella scrittura, la bipolarità dell’umore di una persona: all’introspezione più cosciente delle strofe, alla leggerezza più spensierata del ritornello.

Condividilo:

“Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito” (Giaocomo Leopardi)

Giacomo Leopardi: “Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito”

“Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano,
perché apre delle possibilità, non certezze.
Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito”.

(Giacomo Leopardi)

Nato a Recanati il 29 giugno 1798, Giacomo Leopardi è ricordato ancora oggi come il maggior poeta dell’Ottocento italiano e una tra le più importanti figure del romanticismo letterario.

Il suo pensiero è principalmente incentrato sul pessimismo. La felicità, per il poeta, è raggiungere il piacere infinito, ma essendo, esso stesso, impossibile da raggiungere, la condizione umana mira all’infinita e continua insoddisfazione, un vero e proprio vuoto incolmabile.

Non solo autore ma filosofo, ad oggi vengono custodite di lui molte riflessioni sull’esistenza umana; tanto che viene anche annoverato tra gli anticipatori della corrente esistenzialista.

Condividilo:

“La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza”

Paulo Coelho: “La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza”

“La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza”

(Paulo Coelho)

Scrittore e poeta brasiliano, Paulo Coelho, nasce a Rio de Janeiro nel 1947. Sin da giovanissimo ha mostrato interesse per l’arte e la poesia, vince, infatti, il suo primo premio letterario durante un concorso scolastico di poesia.

La frase qui presente è stata estratta da una delle sue opere più celebri: “L’alchimista”, la cui prima edizione risale al 1988. Opera tradotta in 56 lingue e che vince, nel 1996, il Premio Grinzane Cavour.

Il significato di questo breve estratto è legato sostanzialmente alla paura di agire, lì dove l’agire possa, eventualmente, portare a soffrire. Così qui, l’autore, ci esorta a provare comunque, perché sarebbe peggio soffrire per la paura che per la sofferenza stessa di aver tentato e fallito.

Condividilo:

"Di certe idee, di certe voglie, di certi desideri, di certi progetti, di certi bisogni, di certi incontri, amo la prepotenza."

Charles Baudelaire (Amo la Prepotenza) :”Di certe idee, di certe voglie, di certi desideri, di certi progetti, di certi bisogni, di certi incontri, amo la prepotenza.”

“Di certe idee,
di certe voglie,
di certi desideri,
di certi progetti,
di certi bisogni,
di certi incontri,
amo la prepotenza.”

(Charles Baudelaire , Les Fleurs Du Mal – I Fiori del Male )

Considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo, Charles Baudelaire è l’esponente chiave del simbolismo, nonché anticipatore del decadentismo.

Les Fleurs Du Mal (I Fiori del Male), opera da cui è tratta questa lirica, nonché  la sua opera maggiore, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il titolo simbolico è, in realtà, fonte di due significati differenti: ‘fiori’ sinonimo di bellezza, ‘male’ come degrado e volgarità di ciò che li circonda. Infatti ‘i fiori’, nascendo dalla terra, fanno parte della natura maligna e perciò vengono detti ‘del male’, ma senza dimenticare che dalla sofferenza nasce la bellezza.

Questa lirica in particolare sta a significare la forza con cui si ricerca nella vita. L’intensità stessa con cui si dovrebbe sempre vivere e la passione sfrenata del poeta per il vigore con cui tutto ciò che pensiamo, diciamo o facciamo, dovrebbe essere espresso.

Condividilo:

"Insegui ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi”

Carlo Collodi: “Insegui ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi”

“Insegui ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi”

(Carlo Collodi, da “Le Avventure di Pinocchio”)

Carlo Lorenzini, conosciuto meglio come Carlo Collodi, noto scrittore e giornalista italiano vissuto nell’Ottocento, oggi viene soprattutto ricordato per il celebre romanzo Le avventure di Pinocchio.

La frase qui presente è stata estratta proprio da quest’opera. Apparsa per la prima volta sul “Giornale dei bambini” nel 1881 con il titolo La storia di un burattino, non era in realtà completa, infatti vedeva la storia concludersi con l’impiccagione, quindi la morte, del burattino.

Dopo le proteste di diversi bambini, l’autore decise di continuare a scrivere e pubblicare, due anni dopo, il romanzo completo, così come conosciuto oggi. Il significato è semplice: continuare a cercare, sempre e comunque, ciò che vogliamo, senza accontentarsi mai.

Il senso della frase rimanda ad una sorta di ‘carpe diem’: il mai accontentarsi nella vita, è fondamentale al fine di essere felici e soddisfatti di ciò che si ottiene dalla propria esistenza. Bisogna inseguire i propri obiettivi per evitare di finire con l’amare ciò che ci si trova casualmente davanti.

 

Condividilo:

“Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d’amore”

Giacomo Leopardi: “Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d’amore”

“Io non ho bisogno di stima, né di gloria,né di altre cose simili;
ma ho bisogno d’amore.”

(Giacomo Leopardi)

Leopardi Giacomo, uno tra i più grandi poeti e pensatori europei, nei suoi aforismi e celebri citazioni, trasmette al lettore tutto il pessimismo dietro il quale vede il mondo che lo circonda.

Giovanissimo sviluppò un’impressionante erudizione scientifica, filosofica e letteraria, che lui stesso definì con gli anni “matta e disperatissima”. Nei primi anni della giovinezza compose numerose opere in prosa e poesia, su argomenti differenti: storici, filosofici ed anche scientifici, sia in italiano che in latino.

Il tema su cui maggiormente verte il suo pensiero è il Pessimismo Romantico che, in questo caso specifico, si ripercuote sul sentimento d’amore; spesso per lui fonte di passione ma, al tempo stesso, di continua sofferenza.

Condividilo:

"Forse sono stata anche più furba degli altri, mi sono tenuta la parte migliore della vita… l’anima.”

Alda Merini: “Forse sono stata anche più furba degli altri, mi sono tenuta la parte migliore della vita. L’anima.”

“Forse sono stata anche più furba degli altri,
mi sono tenuta la parte migliore della vita.
L’anima.”
(Alda Merini)

Alda Merini, grande poetessa e aforista, nasce a Milano nel 1931 e muore nella stessa città nel 2009. Ricordata oggi anche per i suoi numerosi, pregnanti e significativi aforismi, è tra le grandi donne della letteratura italiana che sono riuscite a prendere piede nel panorama Novecentesco Italiano.

Questa riportata è una frase estratta da un periodo più ampio, che si concentra sull’amore:

“I miei amori sono stati tutti infelici, anche perché non avevo l’accortezza di dire loro che gli volevo bene. Forse sono stata anche più furba degli altri, mi sono tenuta la parte migliore della vita. L’anima.”

Con questa riga introduttiva, la poetessa ammette di non concedersi mai completamente al prossimo; il ché può avere una duplice valenza: di auto preservazione, per evitare, in caso negativo, di farsi troppo male, ma, allo stesso tempo, di limitare tutto ciò che si sarebbe potuto vivere assieme all’altra persona.

Condividilo:

“Ognuno di noi ha vissuto qualcosa che l’ha cambiato per sempre.”

Alda Merini: “Ognuno di noi ha vissuto qualcosa che l’ha cambiato per sempre.”

“Ognuno di noi ha vissuto qualcosa che l’ha cambiato per sempre.”

          (Alda Merini)

Alda Merini è stata la poetessa degli esclusi, dei reietti e degli emarginati dalla società. Perfettamente riuscita nel suo intento di decantare una condizione estremamente delicata di problematiche estreme di disagio sociale, ci ha lasciato in eredità fiumi di parole, in poesia e aforismi, grazie alla sua estrema e notevole sensibilità.

Tutto ciò che scrive è estremamente legato agli eventi della sua vita, soprattutto il periodo in cui si ritrova sola, internata in una clinica psichiatrica per circa trenta giorni, alla giovane età di 26 anni, nel 1974.

Questa breve frase qui sopra citata, fa proprio riferimento a questo: a quei determinati eventi che, durante la nostra esistenza, ci cambiano sin nel profondo.

Condividilo:

"Avrei potuto anche accontentarmi ma è così che si diventa infelici”

Charles Bukowski: “Avrei potuto anche accontentarmi, ma è così che si diventa infelici”

“Avrei potuto anche accontentarmi, ma è così che si diventa infelici”

         (Charles Bukowski)

Importante poeta e scrittore di origine tedesca, Charles Bukowski fonda il suo stile su un linguaggio diretto, violento e sessuale. Diversi critici ritengono che, a volte, nella satira risulti piuttosto offensivo. Altri, invece, sostengono che Bukowski sia riuscito a dipingere perfettamente il maschilismo attraverso i suoi riferimenti al sesso, all’abuso di alcool e alla violenza.

Molte tra le sue citazioni mettono in evidenza la forza d’animo del grande scrittore. Questa riportata qui sopra, ad esempio, con la frase “devi accontentarti”, o “bisogna accontentarsi”, significa doversi mettere in condizioni passive di fronte a qualcuno o qualcosa; momento in cui stiamo subendo passivamente, senza fare nessuna scelta, prendere una decisione o poter fare qualcosa che possa, eventualmente, cambiare le cose.

Quindi, proprio come ci suggerisce il nostro Bukowski, è decisamente meglio non accontentarsi per non diventare, poi, infelici e costretti in qualcosa che non vogliamo realmente.

Condividilo:

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io.

Prima di giudicare la mia vita
o il mio carattere mettiti le mie scarpe,
percorri il cammino che ho percorso io.
Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate.
Vivi gli anni che ho vissuto io
e cadi là dove sono caduto io
e rialzati come ho fatto io.

Questa frase, che si trova molto spesso in rete e sui social , con molte condivisioni, viene quasi sempre attribuita a Luigi Pirandello, ma non ci sono prove che provenga da qualche opera dello scrittore e drammaturgo siciliano, Premio Nobel per la Letteratura nel 1934.

A farci propendere ulteriormente per l’attribuzione apocrifa, possiamo trovarne la prima parte anche in molti siti web in lingua inglese come proverbio indiano , ripreso in via indiretta anche dai Depeche Mode nella canzone Walking on my shoes :

Before you judge my life, my past or my character
walk in my shoes,
walk the path I have traveled,
live my sorrow, my doubts, my fear, my pain and my laughter.

Condividilo:

La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione. ( Lucio Anneo Seneca )

Seneca: La fortuna non esiste. Esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione.

La fortuna non esiste:
esiste il momento in cui
il talento incontra l’occasione.

( Lucio Anneo Seneca )

Questa frase è di Lucio Anneo Seneca, filosofo latino , nonché politico e senatore romano, vissuto ai tempi degli imperatori Tiberio , Caligola , Claudio e Nerone. Nacque infatti a Cordova tra il 4 A.C. e l’1 A.C. e morì a Roma nel 65 D.C.  Era figlio di Seneca il Vecchio , esponente della famiglia degli Annaei , immigrati italici stabilitisi in Spagna nella colonizzazione dei secoli precedenti , e fratello di Lucio Anneo Novato, detto Gallione , anch’egli politico e retore a Roma.

La sua corrente filosofica fu lo stoicismo, ma fu influenzato anche dall’epicureismo , dal cinismo, dall’aristotelismo e dai socratici. Uno degli aspetti ricorrenti in Seneca, di cui si trova eco in questa citazione, è la necessità per l’uomo di non farsi sopraffare dalle passioni , come ad esempio paura, dolore e superstizione. La convinzione che l’uomo debba essere capace di andare oltre le passioni e una visione superstiziosa degli eventi è netta in questa frase , che può essere visto come un archetipo di successive citazioni in questo tenore.

Ne riportiamo ad esempio alcune riportate nel nostro portale, di altri autori di tutt’altra estrazione:

Bruce Barton : Niente di grande è mai stato realizzato se non da coloro che hanno osato credere che qualcosa, dentro di loro, fosse più forte delle circostanze.

Luciano Ligabue : Se non ci credi non speri , se non speri non ci provi , se non ci provi non cambierà mai un cazzo

La vita è per il 10% ciò che ti accade e per il 90% come reagisci.

Se il destino è contro di noi, peggio per lui.

 

Condividilo:

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti. ( Luigi Pirandello )

Luigi Pirandello: Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti

Imparerai a tue spese
che nel lungo tragitto della vita
incontrerai tante maschere e pochi volti.

( Luigi Pirandello )

Questa citazione è di Luigi Pirandello, scrittore, poeta e autore teatrale italiano vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934. Pirandello nacque ad Agrigento , in Sicilia , nel 1867 e morì a Roma nel 1937. La distanza tra l’apparente modo di comportarsi di una persona e le sue diverse personalità, come di fronte a persone che indossano una maschera o più di una maschera, è centrale nella riflessione di Pirandello e trova la sua massima espressione nel Romanzo “Uno, nessuno e centomila”.

La riflessione sulla comunicazione e sulle relazioni interpersonali iniziarono in Pirandello sin dalla sua infanzia, condotta in Sicilia in una famiglia benestante e di collocazione alto-borghese : il padre Stefano era un commerciante di zolfo e proprio con lui Pirandello ammise successivamente di avere avuto difficoltà a comunicare e relazionarsi. Incomprensioni che proseguirono in famiglia da adulto, allorché la moglie Maria Antonietta Portulano lo rese oggetto di gelosia paranoica e delirante, che la condusse nel 1919 in un ospedale psichiatrico dove resterà fino alla morte. Queste esperienze fecero avvicinare Pirandello alla scoperta delle teorie della psicanalisi di Sigmund Freud, che influenzeranno indirettamente parte delle sue opere.

Condividilo:

Sono convinto che almeno la metà di ciò che separa un imprenditore di successo da uno che non ha successo sia la semplice perseveranza. ( Steve Jobs )

Steve Jobs: Sono convinto che almeno la metà di ciò che separa un imprenditore di successo da uno che non ha successo sia la perserveranza.

Sono convinto che almeno la metà
di ciò che separa un imprenditore di successo da uno che non ha successo
sia la semplice perseveranza.

( Steve Jobs )

Questa frase è di Steve Jobs , imprenditore statunitense nel settore dell’informatica che ha guidato aziende come Apple , Next  Computer e Pixar . E’ considerato una delle menti più brillanti della Silicon Valley negli ultimi decenni del XX secolo : fu capace di fondare da zero un’azienda come Apple portandola dal garage della famiglia Jobs ad essere uno dei più grandi colossi mondiali dell’informatica.

Dalla Apple fu ad un certo punto anche estromesso, per ripartire da zero con Next e poi rientrare in Apple , come racconta nel suo celebre discorso ai neolaureati di Stanford . Discorso molto a tema con la perseveranza di cui parla in questo aforisma. La citazione originale, in lingua inglese, suona così :

I’m convinced that about half of
what separates the successful entrepreneurs from the non-successful ones
is pure perseverance

Condividilo:

Il successo è la capacità di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo. ( Winston Churchill )

Il successo è la capacità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo. ( Winston Churchill )

Il successo è la capacità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.
( Winston Churchill )

Questa frase è di Winston Churchill che è stato un politico, storico, giornalista e militare britannico nato nel 1874 e morto nel 1965.

Si può trovare anche nella forma “il successo è passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo” o , nella sua versione originale in inglese :

Success is the ability to go from one failure to another
with no loss of enthusiasm .

Churchill trascorse la sua infanzia in Irlanda ed intraprese poi la carriera militare , diventando prima cadetto e poi sottotenente. Nel 1900, approfittando della notorietà sul campo di battaglia, si dedica alla politica candidandosi nelle elezioni del Regno Unito. Dopo l’elezione alla camera, si dedica alla vita politica.

Sin dalla nascita del nazismo in Germania , Churchill vede in Hitler un pericolo, dopo un anno di guerra lo stesso Churchill viene nominato primo ministro . Sarà lui a coordinare tutte le operazioni britanniche all’interno della coalizione alleata durante la seconda guerra mondiale. Churchill in quegli anni fu ammirato in tutto il mondo per le sue capacità militari e politiche che contribuirono in modo determinante alla vittoria degli alleati.

Nonostante i grandi successi, nella prima elezione del dopoguerra arrivò una sconfitta politica alle elezioni del 1945 . In seguito alla sconfitta si dimise da primo ministro , continuando negli anni successivi a fare opposizione fino a tornare al governo con le elezioni del 1951.

Condividilo: