Category Citazioni sulla vita e sull’uomo

"Ciò che neghi ti sottomette. Ciò che accetti ti trasforma".

Jung: “Ciò che neghi ti sottomette. Ciò che accetti ti trasforma”.

“Ciò  che neghi ti sottomette. Ciò che accetti ti trasforma”.
( Carl Gustav Jung )

Questa frase è di Carl Gustav Jung , nato in Svizzera nel 1875 e morto, sempre in Svizzera, nel 1961.

Jung è stato uno psichiatra, psicanalista e filosofo. Inizialmente vicino alle teorie di Sigmund Freud, Jung poi se ne allontanò pubblicando nel 1913 “La Libido” . Qui esprime la sua tecnica chiamata “psicologia analitica”, infatti egli applica la ricerca analitica della storia del singolo alla storia della collettività umana.

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"La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”

Luigi Pirandello: “La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”

“La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”
(Luigi Pirandello)

Luigi Pirandello, nato a Girgenti nel 1867, è stato uno tra i più importanti drammaturghi, scrittori e poeti italiani tra Ottocento e Novecento.

Ricordato ancora oggi come uno tra i più noti drammaturghi del XX secolo, di lui ci restano non solo drammi ma anche romanzi, novelle . Dal 1883 al 1912, invece, la produzione letteraria meno conosciuta dal grande pubblico: quella delle poesie.

Queste, contrariamente alla composizione teatrale, non esprimono alcun tentativo di rinnovamento sperimentale estetico, ma seguono le forme e i metri tradizionali della lirica classica.

Questo piccolo estratto sopra riportato è stato preso dal dramma più famoso di Luigi Pirandello: “Sei personaggi in cerca d’autore”. Rappresentato per la prima volta il 9 maggio 1921 a Roma, Teatro Valle, fece così tanto scalpore che, nel 1925, in occasione della terza edizione dell’opera, Pirandello aggiunse una prefazione in cui chiariva genesi, tematiche e intenti del suo dramma.

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"C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.”

Luigi Pirandello: “C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.”

 “C’è una maschera per la famiglia,
una per la società,
una per il lavoro.
E quando stai solo, resti nessuno.”
(Luigi Pirandello. Uno, nessuno e centomila )

Luigi Pirandello, uno tra i più importanti drammaturghi e scrittori del XX secolo, vince il Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Tra i suoi lavori spiccano 7 romanzi, tutti scritti nel primo ventennio del Novecento, diverse novelle e racconti brevi (in italiano e dialetto siciliano) e circa 40 drammi, l’ultimo dei quali incompleto.

Questa frase sopra riportata è stata presa da uno tra i romanzi più famosi di Pirandello: “Uno, nessuno e centomila”. Iniziato già nel 1909 e rimasto a lungo in gestazione, uscì solo nel dicembre 1925 sotto forma di romanzo a puntate, nella rivista La Fiera Letteraria, e in volume nel 1926.

Qui, l’autore, utilizza l’umorismo come modalità di racconto più idonea a parlare dell’uomo contemporaneo nei suoi molteplici aspetti.

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"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"

De Saint-Exupery: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” ( Il Piccolo Principe )

“Non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi.”
( Antoine De Saint-Exupery , Il Piccolo Principe )

Questa frase è di Antoine De Saint-Exupery , nato a Lione nel 1900 e morto a Marsiglia nel 1944. E’ stato un aviatore e scrittore francese, autore del famoso romanzo Il Piccolo principe.

Quest’opera racconta la storia dell’incontro nel deserto tra un aviatore e un ometto vestito da principe sceso sulla Terra dallo spazio. Si concentra sul sentimento dell’amicizia e della fratellanza. Nel 1944 Sant-Exupery scompare in volo senza lasciare traccia, così la sua sparizione misteriosa crea il mito dell’aviatore-poeta.

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"La gente ama molto dare ciò che avrebbe più bisogno di ricevere.”

Oscar Wilde: “La gente ama molto dare ciò che avrebbe più bisogno di ricevere.”

“La gente ama molto dare ciò che avrebbe più bisogno di ricevere.”

           (Oscar Wilde , Il ritratto di Dorian Gray)

Oscar Wilde, grande esponente del decadentismo e dell’estetismo britannici della seconda metà dell’Ottocento, è considerato, ad oggi, importante figura della letteratura e drammaturgia britannica.

Le sue opere, tra le quali, in particolare, i suoi testi teatrali, sono considerate dei veri e propri capolavori del teatro dell’Ottocento. Ma non solo, romanzi importanti sono rimasti tra le radici della storia artistica contemporanea, come “The Picture of Dorian Gray” (“Il Ritratto di Dorian Gray”), opera da dove appunto è tratta la frase qui sopra riportata.

E come molte altre opere, anche questo romanzo ha goduto di talmente tanto successo da essere riprodotto su pellicola cinematografica. In questo caso la fortuna è dovuta soprattutto al tema centrale del romanzo: lo scorrere inevitabile del tempo a cui ogni uomo, in qualsiasi punto del mondo o in qualsiasi arco di tempo storico, ha sempre cercato di rimediare attraverso imprese eroiche, guerre e così via. Un segno che potesse, in qualche modo, lasciare la sua impronta nel tempo e nello spazio. Ovviamente, questo sentimento è legato alla fugacità dell’esistenza e alla consapevolezza di avere, sempre e comunque, una fine certa.

Il significato della frase sopra riportata, fa riferimento a ciò che vogliamo davvero e che, forse inconsciamente, a volte riportiamo nella vita di tutti i giorni, offrendolo agli altri. Un vero e proprio riflesso di ciò che doniamo ma che vorremmo, noi, ricevere.

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Ciccio Sanchez: "...Sei come quella foto mossa, bella senza farlo apposta...".

Ciccio Sanchez: “…Sei come quella foto mossa, bella senza farlo apposta…”.

“…Sei come quella foto mossa,

bella senza farlo apposta…”.

(Ciccio Sanchez)

 

Cicco Sanchez, torinese classe 1993, è considerato uno tra i cantanti emergenti attuali nel panorama musicale pop-R’n’B. Un vero e proprio artista ibrido, che, nella sua musica, ricrea un sincretismo perfetto tra contaminazioni e influenze differenti.

Ciò che scrive ha sempre un certo tocco di poesia e significati intrinseci.

Anche la selezione delle parole è strettamente legata ad un lavoro ben preciso: abbiamo a che fare con veri e propri tecnicismi tipici del rap, su cui lo steso Sanchez si è formato.

Questo breve verso, qui sopra riportato, è stato estratto dal brano “Cose che non dovrei dirti”. Testo particolarmente sentimentale in cui confluiscono melodia pop e linguaggio urban.

In questo brano Sanchez sembra seguire, nella scrittura, la bipolarità dell’umore di una persona: all’introspezione più cosciente delle strofe, alla leggerezza più spensierata del ritornello.

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“Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito” (Giaocomo Leopardi)

Giacomo Leopardi: “Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito”

“Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano,
perché apre delle possibilità, non certezze.
Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito”.

(Giacomo Leopardi)

Nato a Recanati il 29 giugno 1798, Giacomo Leopardi è ricordato ancora oggi come il maggior poeta dell’Ottocento italiano e una tra le più importanti figure del romanticismo letterario.

Il suo pensiero è principalmente incentrato sul pessimismo. La felicità, per il poeta, è raggiungere il piacere infinito, ma essendo, esso stesso, impossibile da raggiungere, la condizione umana mira all’infinita e continua insoddisfazione, un vero e proprio vuoto incolmabile.

Non solo autore ma filosofo, ad oggi vengono custodite di lui molte riflessioni sull’esistenza umana; tanto che viene anche annoverato tra gli anticipatori della corrente esistenzialista.

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“La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza”

Paulo Coelho: “La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza”

“La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza”

(Paulo Coelho)

Scrittore e poeta brasiliano, Paulo Coelho, nasce a Rio de Janeiro nel 1947. Sin da giovanissimo ha mostrato interesse per l’arte e la poesia, vince, infatti, il suo primo premio letterario durante un concorso scolastico di poesia.

La frase qui presente è stata estratta da una delle sue opere più celebri: “L’alchimista”, la cui prima edizione risale al 1988. Opera tradotta in 56 lingue e che vince, nel 1996, il Premio Grinzane Cavour.

Il significato di questo breve estratto è legato sostanzialmente alla paura di agire, lì dove l’agire possa, eventualmente, portare a soffrire. Così qui, l’autore, ci esorta a provare comunque, perché sarebbe peggio soffrire per la paura che per la sofferenza stessa di aver tentato e fallito.

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"Di certe idee, di certe voglie, di certi desideri, di certi progetti, di certi bisogni, di certi incontri, amo la prepotenza."

Charles Baudelaire (Amo la Prepotenza) :”Di certe idee, di certe voglie, di certi desideri, di certi progetti, di certi bisogni, di certi incontri, amo la prepotenza.”

“Di certe idee,
di certe voglie,
di certi desideri,
di certi progetti,
di certi bisogni,
di certi incontri,
amo la prepotenza.”

(Charles Baudelaire , Les Fleurs Du Mal – I Fiori del Male )

Considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo, Charles Baudelaire è l’esponente chiave del simbolismo, nonché anticipatore del decadentismo.

Les Fleurs Du Mal (I Fiori del Male), opera da cui è tratta questa lirica, nonché  la sua opera maggiore, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il titolo simbolico è, in realtà, fonte di due significati differenti: ‘fiori’ sinonimo di bellezza, ‘male’ come degrado e volgarità di ciò che li circonda. Infatti ‘i fiori’, nascendo dalla terra, fanno parte della natura maligna e perciò vengono detti ‘del male’, ma senza dimenticare che dalla sofferenza nasce la bellezza.

Questa lirica in particolare sta a significare la forza con cui si ricerca nella vita. L’intensità stessa con cui si dovrebbe sempre vivere e la passione sfrenata del poeta per il vigore con cui tutto ciò che pensiamo, diciamo o facciamo, dovrebbe essere espresso.

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"Insegui ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi”

Carlo Collodi: “Insegui ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi”

“Insegui ciò che ami o finirai per amare ciò che trovi”

(Carlo Collodi, da “Le Avventure di Pinocchio”)

Carlo Lorenzini, conosciuto meglio come Carlo Collodi, noto scrittore e giornalista italiano vissuto nell’Ottocento, oggi viene soprattutto ricordato per il celebre romanzo Le avventure di Pinocchio.

La frase qui presente è stata estratta proprio da quest’opera. Apparsa per la prima volta sul “Giornale dei bambini” nel 1881 con il titolo La storia di un burattino, non era in realtà completa, infatti vedeva la storia concludersi con l’impiccagione, quindi la morte, del burattino.

Dopo le proteste di diversi bambini, l’autore decise di continuare a scrivere e pubblicare, due anni dopo, il romanzo completo, così come conosciuto oggi. Il significato è semplice: continuare a cercare, sempre e comunque, ciò che vogliamo, senza accontentarsi mai.

Il senso della frase rimanda ad una sorta di ‘carpe diem’: il mai accontentarsi nella vita, è fondamentale al fine di essere felici e soddisfatti di ciò che si ottiene dalla propria esistenza. Bisogna inseguire i propri obiettivi per evitare di finire con l’amare ciò che ci si trova casualmente davanti.

 

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“Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d’amore”

Giacomo Leopardi: “Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d’amore”

“Io non ho bisogno di stima, né di gloria,né di altre cose simili;
ma ho bisogno d’amore.”

(Giacomo Leopardi)

Leopardi Giacomo, uno tra i più grandi poeti e pensatori europei, nei suoi aforismi e celebri citazioni, trasmette al lettore tutto il pessimismo dietro il quale vede il mondo che lo circonda.

Giovanissimo sviluppò un’impressionante erudizione scientifica, filosofica e letteraria, che lui stesso definì con gli anni “matta e disperatissima”. Nei primi anni della giovinezza compose numerose opere in prosa e poesia, su argomenti differenti: storici, filosofici ed anche scientifici, sia in italiano che in latino.

Il tema su cui maggiormente verte il suo pensiero è il Pessimismo Romantico che, in questo caso specifico, si ripercuote sul sentimento d’amore; spesso per lui fonte di passione ma, al tempo stesso, di continua sofferenza.

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"Forse sono stata anche più furba degli altri, mi sono tenuta la parte migliore della vita… l’anima.”

Alda Merini: “Forse sono stata anche più furba degli altri, mi sono tenuta la parte migliore della vita. L’anima.”

“Forse sono stata anche più furba degli altri,
mi sono tenuta la parte migliore della vita.
L’anima.”
(Alda Merini)

Alda Merini, grande poetessa e aforista, nasce a Milano nel 1931 e muore nella stessa città nel 2009. Ricordata oggi anche per i suoi numerosi, pregnanti e significativi aforismi, è tra le grandi donne della letteratura italiana che sono riuscite a prendere piede nel panorama Novecentesco Italiano.

Questa riportata è una frase estratta da un periodo più ampio, che si concentra sull’amore:

“I miei amori sono stati tutti infelici, anche perché non avevo l’accortezza di dire loro che gli volevo bene. Forse sono stata anche più furba degli altri, mi sono tenuta la parte migliore della vita. L’anima.”

Con questa riga introduttiva, la poetessa ammette di non concedersi mai completamente al prossimo; il ché può avere una duplice valenza: di auto preservazione, per evitare, in caso negativo, di farsi troppo male, ma, allo stesso tempo, di limitare tutto ciò che si sarebbe potuto vivere assieme all’altra persona.

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“Ognuno di noi ha vissuto qualcosa che l’ha cambiato per sempre.”

Alda Merini: “Ognuno di noi ha vissuto qualcosa che l’ha cambiato per sempre.”

“Ognuno di noi ha vissuto qualcosa che l’ha cambiato per sempre.”

          (Alda Merini)

Alda Merini è stata la poetessa degli esclusi, dei reietti e degli emarginati dalla società. Perfettamente riuscita nel suo intento di decantare una condizione estremamente delicata di problematiche estreme di disagio sociale, ci ha lasciato in eredità fiumi di parole, in poesia e aforismi, grazie alla sua estrema e notevole sensibilità.

Tutto ciò che scrive è estremamente legato agli eventi della sua vita, soprattutto il periodo in cui si ritrova sola, internata in una clinica psichiatrica per circa trenta giorni, alla giovane età di 26 anni, nel 1974.

Questa breve frase qui sopra citata, fa proprio riferimento a questo: a quei determinati eventi che, durante la nostra esistenza, ci cambiano sin nel profondo.

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"Avrei potuto anche accontentarmi ma è così che si diventa infelici”

Charles Bukowski: “Avrei potuto anche accontentarmi, ma è così che si diventa infelici”

“Avrei potuto anche accontentarmi, ma è così che si diventa infelici”

         (Charles Bukowski)

Importante poeta e scrittore di origine tedesca, Charles Bukowski fonda il suo stile su un linguaggio diretto, violento e sessuale. Diversi critici ritengono che, a volte, nella satira risulti piuttosto offensivo. Altri, invece, sostengono che Bukowski sia riuscito a dipingere perfettamente il maschilismo attraverso i suoi riferimenti al sesso, all’abuso di alcool e alla violenza.

Molte tra le sue citazioni mettono in evidenza la forza d’animo del grande scrittore. Questa riportata qui sopra, ad esempio, con la frase “devi accontentarti”, o “bisogna accontentarsi”, significa doversi mettere in condizioni passive di fronte a qualcuno o qualcosa; momento in cui stiamo subendo passivamente, senza fare nessuna scelta, prendere una decisione o poter fare qualcosa che possa, eventualmente, cambiare le cose.

Quindi, proprio come ci suggerisce il nostro Bukowski, è decisamente meglio non accontentarsi per non diventare, poi, infelici e costretti in qualcosa che non vogliamo realmente.

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Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io.

Prima di giudicare la mia vita
o il mio carattere mettiti le mie scarpe,
percorri il cammino che ho percorso io.
Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate.
Vivi gli anni che ho vissuto io
e cadi là dove sono caduto io
e rialzati come ho fatto io.

Questa frase, che si trova molto spesso in rete e sui social , con molte condivisioni, viene quasi sempre attribuita a Luigi Pirandello, ma non ci sono prove che provenga da qualche opera dello scrittore e drammaturgo siciliano, Premio Nobel per la Letteratura nel 1934.

A farci propendere ulteriormente per l’attribuzione apocrifa, possiamo trovarne la prima parte anche in molti siti web in lingua inglese come proverbio indiano , ripreso in via indiretta anche dai Depeche Mode nella canzone Walking on my shoes :

Before you judge my life, my past or my character
walk in my shoes,
walk the path I have traveled,
live my sorrow, my doubts, my fear, my pain and my laughter.

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La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione. ( Lucio Anneo Seneca )

Seneca: La fortuna non esiste. Esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione.

La fortuna non esiste:
esiste il momento in cui
il talento incontra l’occasione.

( Lucio Anneo Seneca )

Questa frase è di Lucio Anneo Seneca, filosofo latino , nonché politico e senatore romano, vissuto ai tempi degli imperatori Tiberio , Caligola , Claudio e Nerone. Nacque infatti a Cordova tra il 4 A.C. e l’1 A.C. e morì a Roma nel 65 D.C.  Era figlio di Seneca il Vecchio , esponente della famiglia degli Annaei , immigrati italici stabilitisi in Spagna nella colonizzazione dei secoli precedenti , e fratello di Lucio Anneo Novato, detto Gallione , anch’egli politico e retore a Roma.

La sua corrente filosofica fu lo stoicismo, ma fu influenzato anche dall’epicureismo , dal cinismo, dall’aristotelismo e dai socratici. Uno degli aspetti ricorrenti in Seneca, di cui si trova eco in questa citazione, è la necessità per l’uomo di non farsi sopraffare dalle passioni , come ad esempio paura, dolore e superstizione. La convinzione che l’uomo debba essere capace di andare oltre le passioni e una visione superstiziosa degli eventi è netta in questa frase , che può essere visto come un archetipo di successive citazioni in questo tenore.

Ne riportiamo ad esempio alcune riportate nel nostro portale, di altri autori di tutt’altra estrazione:

Bruce Barton : Niente di grande è mai stato realizzato se non da coloro che hanno osato credere che qualcosa, dentro di loro, fosse più forte delle circostanze.

Luciano Ligabue : Se non ci credi non speri , se non speri non ci provi , se non ci provi non cambierà mai un cazzo

La vita è per il 10% ciò che ti accade e per il 90% come reagisci.

Se il destino è contro di noi, peggio per lui.

 

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Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti. ( Luigi Pirandello )

Luigi Pirandello: Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti

Imparerai a tue spese
che nel lungo tragitto della vita
incontrerai tante maschere e pochi volti.

( Luigi Pirandello )

Questa citazione è di Luigi Pirandello, scrittore, poeta e autore teatrale italiano vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934. Pirandello nacque ad Agrigento , in Sicilia , nel 1867 e morì a Roma nel 1937. La distanza tra l’apparente modo di comportarsi di una persona e le sue diverse personalità, come di fronte a persone che indossano una maschera o più di una maschera, è centrale nella riflessione di Pirandello e trova la sua massima espressione nel Romanzo “Uno, nessuno e centomila”.

La riflessione sulla comunicazione e sulle relazioni interpersonali iniziarono in Pirandello sin dalla sua infanzia, condotta in Sicilia in una famiglia benestante e di collocazione alto-borghese : il padre Stefano era un commerciante di zolfo e proprio con lui Pirandello ammise successivamente di avere avuto difficoltà a comunicare e relazionarsi. Incomprensioni che proseguirono in famiglia da adulto, allorché la moglie Maria Antonietta Portulano lo rese oggetto di gelosia paranoica e delirante, che la condusse nel 1919 in un ospedale psichiatrico dove resterà fino alla morte. Queste esperienze fecero avvicinare Pirandello alla scoperta delle teorie della psicanalisi di Sigmund Freud, che influenzeranno indirettamente parte delle sue opere.

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Sono convinto che almeno la metà di ciò che separa un imprenditore di successo da uno che non ha successo sia la semplice perseveranza. ( Steve Jobs )

Steve Jobs: Sono convinto che almeno la metà di ciò che separa un imprenditore di successo da uno che non ha successo sia la perserveranza.

Sono convinto che almeno la metà
di ciò che separa un imprenditore di successo da uno che non ha successo
sia la semplice perseveranza.

( Steve Jobs )

Questa frase è di Steve Jobs , imprenditore statunitense nel settore dell’informatica che ha guidato aziende come Apple , Next  Computer e Pixar . E’ considerato una delle menti più brillanti della Silicon Valley negli ultimi decenni del XX secolo : fu capace di fondare da zero un’azienda come Apple portandola dal garage della famiglia Jobs ad essere uno dei più grandi colossi mondiali dell’informatica.

Dalla Apple fu ad un certo punto anche estromesso, per ripartire da zero con Next e poi rientrare in Apple , come racconta nel suo celebre discorso ai neolaureati di Stanford . Discorso molto a tema con la perseveranza di cui parla in questo aforisma. La citazione originale, in lingua inglese, suona così :

I’m convinced that about half of
what separates the successful entrepreneurs from the non-successful ones
is pure perseverance

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Il successo è la capacità di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo. ( Winston Churchill )

Il successo è la capacità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo. ( Winston Churchill )

Il successo è la capacità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.
( Winston Churchill )

Questa frase è di Winston Churchill che è stato un politico, storico, giornalista e militare britannico nato nel 1874 e morto nel 1965.

Si può trovare anche nella forma “il successo è passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo” o , nella sua versione originale in inglese :

Success is the ability to go from one failure to another
with no loss of enthusiasm .

Churchill trascorse la sua infanzia in Irlanda ed intraprese poi la carriera militare , diventando prima cadetto e poi sottotenente. Nel 1900, approfittando della notorietà sul campo di battaglia, si dedica alla politica candidandosi nelle elezioni del Regno Unito. Dopo l’elezione alla camera, si dedica alla vita politica.

Sin dalla nascita del nazismo in Germania , Churchill vede in Hitler un pericolo, dopo un anno di guerra lo stesso Churchill viene nominato primo ministro . Sarà lui a coordinare tutte le operazioni britanniche all’interno della coalizione alleata durante la seconda guerra mondiale. Churchill in quegli anni fu ammirato in tutto il mondo per le sue capacità militari e politiche che contribuirono in modo determinante alla vittoria degli alleati.

Nonostante i grandi successi, nella prima elezione del dopoguerra arrivò una sconfitta politica alle elezioni del 1945 . In seguito alla sconfitta si dimise da primo ministro , continuando negli anni successivi a fare opposizione fino a tornare al governo con le elezioni del 1951.

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Serve avere grande passione, perché tutto ciò che fai con grande piacere, alla fine lo fai bene. ( Juan Manuel Fangio )

Serve avere grande passione, perché tutto ciò che fai con grande piacere, alla fine lo fai bene. ( Juan Manuel Fangio )

Serve avere grande passione,
perché tutto ciò che fai con grande piacere,
alla fine lo fai bene.

( Juan Manuel Fangio )

Questa frase è di Juan Manuel Fangio, pilota argentino di origini italiane nato nel 1911 e morto nel 1995. Questa citazione parla di lavoro e passione , e i motori furono la sua grande passione, sia come pilota che prima e dopo le corse agonistico . Lavorò infatti come apprendista in una officina meccanica e poi si dedico da imprenditore alla vendita e distribuzione nel mondo della meccanica.

Frasi molto simili a questa di Fangio, sull’importanza di fare un lavoro per cui si è appassionati , si trovano ad esempio tra le citazioni di Steve Jobs e quelle di Confucio , eccone due :

L’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo avrete trovato. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore man mano che gli anni passano. Perciò continuate a cercare e non vi accontentate.

( Steve Jobs )

Confucio: Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita.

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Devi sempre sforzarti di essere il migliore e mai credere di esserlo. ( Manuel Fangio )

Devi sempre sforzarti di essere il migliore e mai credere di esserlo. ( Manuel Fangio )

Devi sempre sforzarti di essere il migliore
e mai credere di esserlo.

( Manuel Fangio )

Questa citazione è di Juan Manuel Fangio , pilota automobilistico argentino nato a Balcarce nel 1911 e morto a Buenos Aires nel 1995. Vinse 5 mondiali tra il 1951 e il 1957 con Alfa Romeo, Maserati, Mercedes e Ferrari. Il suo record che sopravvisse per quasi 50 anni finché non venne infranto da Michael Schumacher nel 2003. Per anni venne ritenuto il miglior pilota di sempre, tanto da essere soprannominato “Il Maestro” , come lo chiamavano anche i suoi rivali.

Oltre che pilota, era un grande conoscitore di meccanica, tanto che lavorò nel mondo dei motori sia prima di dedicarsi al ruolo di pilota ( iniziò come apprendista in una officina di riparazioni meccaniche ) sia dopo il suo ritiro, quando si dedicò al ruolo di importatore e distributore  in Argentina della Piaggio.

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La vita è per il 10% ciò che ti accade e per il 90% come reagisci.

La vita è per il 10% ciò che ti accade e per il 90% come reagisci.

La vita è per il 10% ciò che ti accade
e per il 90% come reagisci.

Questa frase, dal forte valore motivazionale, viene attribuita da alcuni a Charles Rozell Swindoll , pastore cristiano evangelico e conduttore radiofonico statunitense , da altri a John Maxwell , scrittore e pastore americano , da altri ancora a Lou Holtz , allenatore di football americano.

Al di là delle attribuzioni , si tratta di una citazione che racchiude il senso del termine resilienza, ovvero della capacità di reagire alle situazioni avverse che la vita ci mette davanti , con ogni visione fatalista e basata su un destino non modificabile. Tutti gli autori a cui è stata sentita pronunciare questa frase sono di origine americana, non a caso il sogno americano incarna proprio il concetto di essere padroni del proprio destino alla ricerca della felicità e del successo.

La frase si trova anche nella forma seguente :

La vita dipende per il 10% ciò che ti accade
e per il 90% da come reagisci.

e in inglese suona così :

Life is 10% what happens to you
and 90% how you react to it.

Contenuti simili sono espressi da tutti quegli esperti di comunicazione che puntano fortemente il dito sull’autodeterminazione e sul rifiuto della teoria degli alibi, come ad esempio Julio Velasco.

 

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Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.

Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi. ( Albert Einstein , attribuzione incerta )

Follia è fare sempre la stessa cosa
e aspettarsi risultati diversi.

Questa frase sull’abitudine è spesso attribuita ad Albert Einstein , ma non ci sono evidenze documentali che ne dimostrino la certezza dell’attribuzione. Resta comunque un’ottima citazione che identifica molto bene i rischi delle abitudini e il loro ruolo di ostacolo ai cambiamenti nelle nostre vite.

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"Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire." ( Alda Merini )

Alda Merini: “Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire”.

“Mi piace chi sceglie con cura
le parole da non dire.”

( Alda Merini )

Questa frase è di Alda Merini , che è stata una grande poetessa e scrittrice italiana, nata a Milano nel 1931 e morta nel 2009, . Della sua infanzia  si conosce solo quello che lei stessa scrive in brevi note autobiografiche. Nel 1947 , la Merini incontra le prime ombre della sua mente e per questo viene internata per un mese nella clinica Villa Turro , dove le viene diagnosticato un disturbo bipolare.

Nel 1953 pubblica il suo primo volume di versi “La presenza di Orfeo” e nel 1955 esce la seconda raccolta, “Paura di Dio”. Negli anni alterna periodi di salute e malattia dovuti al disturbo bipolare. Nel 1979 riprende a scrivere , dando vita ai suoi testi più intensi : è in questi anni che scrive il suo capolavoro “La Terra Santa”,con il quale vincerà nel 1993 il Premio Montale.

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"La miglior vendetta? La felicità. Non c'è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice." ( Alda Merini )

Alda Merini: “La miglior vendetta? la felicità. Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.”

“La miglior vendetta? La felicità.
Non c’è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice.”

( Alda Merini )

Questa frase è di Alda Merini, poetessa, aforista, intellettuale italiana nata a Milano nel 1931 e morta nel 2009 . Esordì come autrice giovanissima a 15 anni grazie ad una sua insegnante delle medie, che la presentò ad Angelo Romanò . Questi, apprezzandone le doti letterarie, la mise in contatto con Giacinto Spagnoletti che divenne una sua guida  per valorizzarne talento di scrittrice.

Dal 1947 la Merini inizia ad avere i primi problemi di salute tanto che le viene diagnosticato un disturbo bipolare che la porterà a passare più volte dei periodi in clinica. Dopo l’esperienza drammatica e sconvolgente dell’ospedale psichiatrico, l’autrice scrive i testi più intensi tra cui ,quello che può essere considerato il suo capolavoro: “La Terra Santa”con il quale vincerà nel 1993 il premio Montale.

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"Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie. Lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità." ( Oriana Fallaci )

Oriana Fallaci: “Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie. Lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità”.

“Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie.

Lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

( Oriana Fallaci )

Questa frasi è di Oriana Fallaci , scrittrice e giornalista nata a Firenze nel 1929 e morta nel 2006 .

La Fallaci partecipò giovanissima alla resistenza col compito di staffetta, dopo aver ottenuto la maturità classica iniziò a dedicarsi al giornalismo per un quotidiano fiorentino, finché nel 1954 approdò all’Europeo. Nel 1961 realizzò un reportage sulla condizione della donna in Oriente, che possiamo considerare il primo successo editoriale della Fallaci scrittrice, “Il sesso inutile”. Di lì a poco pubblicò il suo primo romanzo “Penelope alla guerra”, a cui ne seguirono molti altri. All’attività di reporter e scrittrice hanno fatto seguito anche interviste importanti a personaggi principali dell’epoca come: Federico Fellini, Indira Gandhi, Gheddafi e l’ayatollah Khomeini.

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di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno.

Alda Merini: La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno.

La cattiveria è degli sciocchi,
di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno.

( Alda Merini )

Questa citazione è di Alda Merini, poetessa, scrittrice e aforista italiana nata a Milano nel 1931 e morta, sempre a Milano, nel 2009.

I suoi scritti trattano il tema della vita e della spiritualità, partendo da esperienze personali come la frequentazione di alcuni ospedali psichiatrici e causa di una diagnosi di disturbo bipolare e una vocazione in età precoce per la vita consacrata, poi repressa dalla famiglia. Il tema della spiritualità tornerà nell’ultima parte della sua esistenza, dal 2000 al 2009 quando pubblica tre opere a carattere fortemente spirituale , come Corpo d’amore (2006) , Poema della croce (2007) , e Francesco, canto di una creatura (2008) .

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"La grandezza dell'uomo sta in questo: che ha coscienza della propria miseria." ( Blaise Pascal )

Blaise Pascal:”La grandezza dell’uomo sta in questo: che ha coscienza della propria miseria.”

“La grandezza dell’uomo sta in questo:
che ha coscienza della propria miseria.”

( Blaise Pascal )

Quest’ espressione di Blaise Pascal è contenuta nella raccolta “I Pensieri”. Blaise Pascal nasce a Clermont-Ferrand nel 1623 e muore a Parigi nel 1662. E’ stato un matematico,un fisico,un filosofo e un teologo. Bambino prodigio sin dalla tenerissima età, fu istruito dal padre dopo la prematura morte della madre. I primi suoi lavori sono relativi alle scienze naturali e alle scienze applicate, poi negli ultimi anni di vita si dedica alla stesura dell’opera “Apologia del cristianesimo” che rimane incompiuta a causa della sua morte.Gli amici però raccolgono i frammenti dell’opera e li pubblicano, da qui la nascita dei Pensieri.

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Scrivi sempre la verità. Assomiglia ai ferri chirurgici: fa male, ma guarisce. ( Oriana Fallaci )

Oriana Fallaci: “Scrivi sempre la verità. Assomiglia ai ferri chirurgici: fa male, ma guarisce.”

“Scrivi sempre la verità.
Somiglia ai ferri chirurgici: fa male ma guarisce.”

( Oriana Fallaci )

Questa frase è di Oriana Fallaci che nasce a Firenze il 29 giugno 1929 e muore nel 2006.Da giovanissima partecipò alla Resistenza tanto che le venne conferito a soli 14 anni un riconoscimento d’onore dell’esercito italiano.  Nel corso della sua vita prima si dedicò al giornalismo , fu la prima donna ad andare al fronte in qualità di inviata, poi invece approdò alla scruttura. Con i suoi dodici libri ha venduto circa venti milioni di copie in tutto il mondo.

Durante gli ultimi anni di vita hanno fatto molto discutere le sue dure posizioni contro l’islam, dopo gli attentati alle Torri gemelle dell 11 dicembre 2001 , che funsero da incipit all’articolo “La Rabbia e L’Orgoglio” , scritto inizialmente per il Corriere della Sera e poi confluito nell’omonimo libro.

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Oriana Fallaci: “La vita ha 4 sensi: amare, soffrire,lottare e vincere. Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince. Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre.

“La vita ha 4 sensi : amare, soffrire, lottare e vincere.
Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince.
Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre.”

( Oriana Fallaci )

Questa questa frase è di Oriana Fallaci , nata a Firenze nel 1929 e morta nel 2006 , sempre a Firenze dopo una lunga malattia e dopo aver vissuto a lungo negli USA.

La Fallaci è stata una grande attivista, giornalista, scrittrice italiana. Fu una delle prime giornaliste  a lavorare come inviata speciale su un fronte di guerra per conto di un giornale. Il giornalismo per la Fallaci all’inizio fu solo un compromesso, un mezzo per arrivare alla scrittura. Infatti nel 1962 pubblicò il suo primo romanzo, Penelope alla Guerra. Ne seguirono tanti altri  , sia romanzi che saggi , che divennero famosissimi tanto da essere tradotti in diverse lingue.

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