Seneca:"Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare"

Seneca: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”

(Seneca)

Lucio Anneo Seneca nasce a Cordoba nel 4 A.C. e muore a Roma nel 65 D.C. . E’ stato un filosofo, poeta, statista, drammaturgo romano.

Seneca imparò ben presto l’arte oratoria, ebbe infatti una lunga carriera politica come senatore e come questore, prima di essere esiliato in Corsica per una accusa di adulterio. Tornato a Roma, divenne tutore e protettore di Nerone. Dopo il cosiddetto “quinquennio di buon governo” in cui Nerone governò in maniera saggia col l’aiuto del suo maestro, Nerone si trasformò in un tiranno. Lo stesso Seneca venne accusato di congiura ai danni dell’imperatore , così decise di togliersi la vita. Sosteneva infatti che il suicidio era una possibilità per l’uomo che non poteva più applicare le virtù e non era più libero.

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Charles Bukowsky:"La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto".

Charles Bukowsky: “La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto”.

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto”.

(Charles Bukowsky)

Charles Bukowsky nasce in Germania nel 1920 e muore negli Stati Uniti nel 1994. E’ stato un cosiddetto scrittore underground, esponente della corrente letteraria del “Realismo sporco” che prende vita negli anni ’70 negli stati Uniti.

Bukowski inizia a bere a tredici anni, cercando di affogare nell’alcool la sua adolescenza infelice e solitaria. Questo vizio lo accompagnerà per tutta la vita. La sua vita sentimentale dopo la morte di Jane Cooney Baker , che considerò il suo primo amore e la più grande delle sue muse,  fu contraddistinta da una grande promiscuità sessuale, storie di poco conto e brevi che gli forniscono materiale per i sui scritti.

Infatti le sue opere sono di carattere strettamente autobiografico e parlano con schiettezza del suo rapporto morboso col l’alcol e della sua vita sessuale srregolata. Sulla sua lapide si può leggere la frase “Don’t Try”( Non provarci ) rivolta  ai nuovi aspiranti scrittori che troviamo in una sua poesia, “Rotola i dadi”.

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La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?

Charles Bukowsky: “La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?

“La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?”

(Charles Bukowsky)

Charles Bukowsky nasce  ad Andernach in Germania nel 1920 e muore a Los Angeles nel 1994. E’ stato uno scrittore, poeta e aforista statunitense , esponente del “Realismo Sporco”.

A tredici anni inizia a bere e questo vizio lo accompagnerà per tutta la sua esistenza. Ciò che spinge a scrivere il nostro autore non è solo una linfa creativa ma anche una rabbia, un’amarezza di fronte ai torti  e all’insensibilità degli uomini. Le sue opere  sono prevalentemente autobiografiche e trattano temi forti come il sesso, l’abuso di alcool, le corse dei cavalli, le vite vissute ai margini. Il linguaggio utilizzato da Bukowsky è duro, schietto per questo egli viene considerato uno  esponenti della scrittura underground.

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"Adoro quelli che si sentono fuori posto, con loro mi sento sempre al posto giusto"

Charles Bukowski: “Adoro quelli che si sentono fuori posto, con loro mi sento sempre al posto giusto”.

“Adoro quelli che si sentono fuori posto, con loro mi sento sempre al posto giusto”.
( Charles Bukowski )

Questa frase è di Charles Bukowski , noto anche con lo pseudonimo Henry Chinaski che è il suo alter ego letterario.

Bukowski nasce a Andernach nel 1920 e muore nel 1994 a Los Angeles. Durante l’adolescenza soffrì di timidezza e di solitudine a tredici-quattordici anni bevve per la prima volta, grazie al suo amico William “Baldy”Mullinax, figlio di un chirurgo alcolizzato. L’alcool fu l’inizio di un vizio che accompagnò tutta la vita Bukowski.

A 24 anni scrisse i primi suoi racconti, ma non riuscendo a sfondare si rassegnò e smise di scrivere per quasi un decennio. Successivamente riprese a scrivere e compose più di sei romanzi e centinaia di racconti e di poesie. I contenuti di queste opere sono di carattere autobiografico e parlano del suo rapporto morboso con l’alcol, delle sue svariate esperienze amorose e del suo difficile rapporto con le persone. A 73 anni morì a causa di una leucemia fulminante.

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"Volevo urlare quello che sentivo, ma sono rimasto zitto per paura di non essere capito".

Charles Bukowski: “Volevo urlare quello che sentivo, ma sono rimasto zitto per paura di non essere capito”.

“Volevo urlare quello che sentivo, ma sono rimasto zitto per paura di non essere capito”.
( Charles Bukowski )

Questa frase è di Charles Bukowski , scrittore e aforista nato ad Andernac, in Germania, nel 1920 e morto a Los Angeles, negli Stati Uniti, nel 1964.

Bukowski è uno dei massimi esponenti della corrente letteraria nata negli anni settanta negli Stati Uniti definita “realismo sporco”. Bukowski infatti racconta nelle sue opere la sua esistenza fuori dagli schemi convenzionali negli ambienti più malfamati degli Stati Uniti.

I suoi scritti sono tutti di carattere autobiografico e parlano senza mezzi termini del suo rapporto morboso con l’alcol , delle sue svariate esperienze sessuali e del suo conflittuale rapporto con il genere umano.

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"Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci".

Massimo Troisi: “Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci”.

“Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci”.
(Massimo Troisi)

Questa frase è di Massimo Troisi nato a San Giorgio a Cremano ( Napoli ) nel 1953 e morto nel 1994 a Lido di Ostia . Troisi è stato un regista, un attore, un cabarettista italiano, è stato uno dei maggiori esponenti della comicità napoletana negli anni ’70  ’80 e ’90.

Erede ideale di Eduardo De Filippo e di Totò, Troisi è soprannominato “il comico dei sentimenti” o “Il pulcinella senza maschera” per la sua capacità di unire qualità sia verbali, che mimiche e gestuali. Questo gli permise di interpretare ruoli comici ma anche riflessivi.

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"L'amore è tutto quello che sta prima e quello che sta dopo. Magari bisognerebbe tenere più in considerazione il durante"

Massimo Troisi: “L’amore è tutto quello che sta prima e quello che sta dopo. Magari bisognerebbe tenere più in considerazione il durante”.

“L’amore è tutto quello che sta prima e quello che sta dopo.
Magari bisognerebbe tenere più in considerazione il durante”.
( Massimo Troisi )

Questa frase è di Massimo Troisi , attore napoletano nato nel 1953 e morto nel 1994.

Troisi è considerato uno dei massimi interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano. Formatosi  seguendo Eduardo e Totò , cominciò la sua carriera assieme al gruppo i “Saraceni” e poi con gli amici inseparabili della “Smorfia” (Lello Arena e Enzo Decaro).

Ottenuto un grande successo Troisi esordì al cinema con il film “Ricomincio da tre”. Negli anni ottanta si dedicò completamente al cinema, girando 12 film e dirigendone 4. Ma il 4 luglio nel 1994 morì per un attacco cardiaco; il giorno prima portò a termine il suo ultimo film,”Il Postino”, per il quale poi verrà candidato al Premio Oscar come miglior attore .

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"Se non ci mette troppo, l’aspetterò tutta la vita."

Oscar Wilde: “Se non ci mette troppo, l’aspetterò tutta la vita.”

“Se non ci mette troppo, l’aspetterò tutta la vita.”
(Oscar Wilde)

Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, noto come Oscar Wilde, è stato uno scrittore, aforista, poeta e drammaturgo britannico, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento.

Egli ha sempre cercato di risvegliare nel lettore la voglia di riflessione su ciò che di più svariato accade attorno a noi, anche nella vita di tutti i giorni. Noto soprattutto per l’uso frequente di aforismi e paradossi, Oscar Wilde è ricordato fondamentalmente per questi, soprattutto tra i più giovani.

La battuta riportata qui sopra fa però parte di una tra le commedie teatrali più conosciute di Oscar Wilde: “The Importance of Being Earnest” (“L’importanza di chiamarsi Ernesto”). Commedia divisa in tre atti, scritta nel 1895 e rappresentata per la prima volta il 14 febbraio dello stesso anno al St James’s Theatre di Londra. Con quest’opera, Wilde, vuole mettere in evidenza tutta quell’apparenza e quella forma dell’alta società vittoriana, usando la sua sottile ed elegante ironia.

Ironia che è chiara anche in questa battuta, sopra riportata: aspettare qualcuno, anche per tutta la vita.

La frase viene spesso riportata anche nella forma di “dedica” coniugata “al tu” , si tratta però di una forma per così dire apocrifa :

“Se non ci metti troppo, ti aspetterò tutta la vita.”

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"Non c’è vuoto più grande di quando qualcuno entra nella tua vita, te la scombussola e poi se ne va”

Charles Bukowski: “Non c’è vuoto più grande di quando qualcuno entra nella tua vita, te la scombussola e poi se ne va”

“Non c’è vuoto più grande di quando qualcuno entra nella tua vita, te la scombussola e poi se ne va”

          (Charles Bukowski)

Henry Charles “Hank” Bukowski Jr., noto anche con lo pseudonimo Henry Chinaski, suo alter ego letterario, nato nel 1920 e scomparso nel 1994, è stato un poeta e scrittore tedesco.

Definito anche poeta del realismo sporco, i suoi temi si centrano soprattutto sulla donna, sulla notte, sull’alcool e sulla follia del genere umano. I suoi romanzi e le sue poesie sono zeppe di aforismi che, ancora oggi, si possono trovare scritti sui social e persino sui muri di quartieri tra le più grandi città.

In questo riportato sopra, ad esempio, Bukowski mette in evidenza di come la mancanza di una persona possa determinare quel tipo di vuoto che, prima di essa, nonostante ci fosse già, era decisamente minore e più tollerabile.

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O ti preoccupi di piacere a tutti o sei una persona libera.

O ti preoccupi di piacere a tutti o sei una persona libera. Aforismi e citazioni sulla libertà

O ti preoccupi di piacere a tutti
o sei una persona libera.

Il significato di questo aforisma riguarda il legame tra le preoccupazioni di apparire e piacere agli altri e l’esigenza invece di sentirsi liberi e seguire le proprie passioni. Benché l’autore di questo aforisma non sia conosciuto, sono tanti gli scrittori e gli autori che hanno affrontato questo tema.

Pensiamo ad esempio a Pirandello e al tema della dicotomia tra “maschere” e “volti” :

Luigi Pirandello: Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti

Il tema è anche ricorrente nella musica , pensiamo ad esempio a Ligabue :

Ligabue: Ho ancora il vomito per quello che riescono a dire. Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare.

o a Jimi Hendrix , quando canta che :

La pazzia è come il paradiso.
Quando arrivi al punto in cui
non te ne frega più niente
di quello che gli altri possono dire,
sei vicino al cielo.

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Alda Merini: "A pelle si sentono cose a cui le parole non sanno dare nome".

Alda Merini: “A pelle si sentono cose a cui le parole non sanno dare nome”.

A pelle si sentono cose a cui le parole non sanno dare nome.

( Alda Merini )

Questa frase è di Alda Merini , grande poetessa, aforista e scrittrice italiana nata nel 1931 e morta nel 2009.

Le condizioni della sua famiglia sono modeste, Alda frequenta le scuole professionali, chiede di essere ammessa al Liceo Manzoni, ma non supera la prova d’italiano, si dedica con costanza allo studio del pianoforte. Spinta da Giacinto Spagnoletti, suo scopritore letterario, a quindici anni pubblicherà le sue prime poesie. Nel 1947 incontra quelle che definirà come “le prime ombre della sua mente” e per questo viene internata per un mese in un ospedale psichiatrico.

Nel  1953 pubblica l’opera in versi “La presenza di Orfeo”. Due anni dopo pubblica “Nozze Romane”e “Paura di Dio”, a cui segue nel 1961 l’opera dedicata al padre “Tu sei Pietro”. La poetessa inizia poi un periodo triste e d’isolamento , viene internata al “Paolo Pini”, alterna periodi di salute e malattia, ma nel 1979 torna finalmente a scrivere e racconta le sue sconvolgenti vicessitudini all’ospedale psichiatrico. I testi sono raccolti in “La Terra Santa” col quale riceve il “Premio Eugenio Montale”.

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"L'ottimista vede l'opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità". ( Winston Churchill )

Winston Churchill:”L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità:”

“L’ottimista vede l’opportunità in ogni pericolo,
il pessimista vede pericolo in ogni opportunità”.

( Winston Churchill )

Questa frase è di Winston Churchill , politico e storico britannico, due volte primo ministro del Regno Unito : dal 1940 al 1945 e dal 1951 al 1955 . Tra il 1940 e il 1945 guidò la Gran Bretagna all’interno della coalizione alleata che permise di sconfiggere il nazismo. Pochi conoscono però anche il suo lato di storico , giornalista e scrittore che gli valsero nel 1953 il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione : per la sua padronanza della descrizione storica e biografica e per la brillante oratoria in difesa i valori umani.

I suo tanti aforismi che vengono ricordati, sono proprio un riflesso delle sue grandi capacità oratorie e delle sua padronanza retorica. Questa citazione, nella sua versione originale in lingua inglese, suona così :

The optimist sees opportunity in every danger;
the pessimist sees danger in every opportunity.

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Winston Churchill : A volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada

A volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada

( Winston Churchill ) .

Chi era Winston Churchill ? Winston Churchill , nato nel 1874 e morto nel 1965 , è stato il primo ministro britannico dal 1940 al 1945 e dal 1950 al 1955 . Ha guidato il Regno Unito durante il secondo conflitto mondiale , conclusosi con la vittoria degli alleati.

Winston Churchill . Woodstock , 1874 - Londra , 1965

Winston Churchill . Woodstock , 1874 – Londra , 1965.

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Principio di Uguaglianza e Fatica Individuale

Disuguaglianza e Fatica Individuale

“Le masse saranno sempre al di sotto della media.

La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci.

Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi.

Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze.

Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento.

L’adorazione delle apparenze si paga.”

da Frammenti di diario intimo 12 giugno 1871  di Henri-Frédéric Amiel

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